Quando vanno comunicati i dati del conducente

In caso di violazioni non contestate immediatamente e per le quali è prevista la sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida il proprietario è obbligato a comunicare all’organo che ha emesso la sanzione le generalità del soggetto alla guida del veicolo al momento dell’infrazione.

Se tale comunicazione non è effettuata nel termine di 60 giorni dalla notificazione del verbale verrà elevata una seconda sanzione per l’omessa comunicazione, sanzione che ha un importo da 268€ a 1.142€.

Va rilevato che, la Giurisprudenza ha più volte affermato che il conducente può legittimamente evitare la decurtazione dei punti della patente e la sospensione della stessa (se prevista) omettendo di comunicare i dati del conducente, a condizione di essere disposto a pagare la sanzione per l’omessa comunicazione dei dati.

Infatti anche se questo principio favorisce gli automobilisti che hanno una maggiori possibilità economiche il sistema previsto dall’art. 126 bis del Codice della Strada non viola il principio di uguaglianza dei cittadini.

Cosa accade se il proprietario non ricorda o non può sapere chi era alla guida del veicolo al momento dell’infrazione

Su questo punto la Corte di Cassazione ha affermato più volte che:

Il proprietario del veicolo è tenuto a conoscere l’identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, onde dell’eventuale incapacità di identificare detti soggetti necessariamente risponde a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull’affidamento in modo da essere in grado di adempiere al dovere di comunicare l’identità del conducente (Cass. 8 luglio 2013, n. 16952).

Secondo questa interpretazione affermare di “non ricordare” chi era alla guida equivale a non effettuare la comunicazione dei dati.

La Corte di Cassazione nella recente Sentenza n. 9555 del 27 febbraio 2018 (depositata in data 18.04.2018) ha richiamato questo orientamento, precisando che l’interpretazione fornita fino ad oggi deve essere chiarita, tenendo conto anche di quanto affermato dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 165 del 2008.

Pertanto la Corte di Cassazione, rigettando il ricorso sula quale era chiamata a pronunciarsi ha elaborato il seguente principio di diritto:

“Ai fini dell’applicazione dell’art. 126 bis del codice della strada occorre distinguere il comportamento di chi si disinteressi della richiesta di comunicare i dati personali e della patente del conducente, non ottemperando, così, in alcun modo all’invito rivoltogli (contegno per ciò solo meritevole di sanzione) e la condotta di chi abbia fornito una dichiarazione di contenuto negativo, sulla base di giustificazioni, la idoneità delle quali ad escludere la presunzione relativa di responsabilità a carico del dichiarante deve essere vagliata dal giudice comune, di volta in volta, anche alla luce delle caratteristiche delle singole fattispecie concrete sottoposte al suo giudizio, con apprezzamento in fatto non sindacabile in sede di legittimità”

Cosa cambia in caso di impossibilità di comunicare i dati del conducente con la sentenza n. 9555 del 27 febbraio 2018

Nella richiamata sentenza la Corte ha sottolineato che è necessario effettuare una distinzione tra il comportamento del proprietario che si disinteressa della richiesta di comunicare i dati del conducente e il comportamento del proprietario che risponde alla richiesta con una comunicazione negativa (dichiarando che non è in grado di ricordare chi fosse il conducente al momento dell’infrazione).

Diversamente da quanto affermato, anche da molti quotidiani nazionali, la Corte non ha affermato che la comunicazione dei dati non è più necessaria se non si ricorda chi era alla guida al momento dell’infrazione.

Infatti secondo la Corte di Cassazione in caso di comunicazione negativa non potrà applicarsi automaticamente la sanzione per omessa comunicazione dei dati del conducente, ma spetterà al giudice determinare se le motivazioni a sostegno dell’impossibilità di comunicare i dati sono valide o meno.

In conclusione

La recente sentenza della Corte di Cassazione ha confermato che il mancato invio della comunicazione dei dati del conducente determina l’applicazione della sanzione per omessa comunicazione dei dati.

Ha inoltre precisato che l’invio di una comunicazione con la quale si dichiara di non ricordare chi era alla guida del veicolo non può essere automaticamente equiparata ad un omessa comunicazione dei dati del conducente, ma in questi casi sarà il giudice – in sede di ricorso – a valutare se le motivazioni a sostegno dell’impossibilità di comunicare i dati sono valide o meno.

Quindi, anche in caso di comunicazione negativa, se l’organo accertatore emette la sanzione per omessa comunicazione dei dati sarà necessario contestare il verbale e rimettere al giudice la valutazione degli elementi a sostegno dell’impossibilità di comunicare i dati

Pertanto se hai ricevuto un verbale che prevede la decurtazione dei punti della patente di guida non limitarti a pagare la multa ed inviare una comunicazione negativa (che potrebbe non salvarti dall’applicazione della sanzione per omessa comunicazione), infatti il verbale potrebbe presentare dei vizi sui quali fondare un ricorso.

Se vuoi far osservare il verbale ad occhi esperti che visionano ogni giorno decine di verbali clicca sul tasto “Si, voglio la consulenza” e fai analizzare il verbale da uno dei nostri specialisti.

Vuoi scoprire come evitare di pagare le multe?

Vuoi scoprire come evitare di pagare le multe?

Iscriviti GRATIS alla newsletter che ti spiega cosa funzione (e cosa evitare) per fare ricorso contro le multe 

Consenso Privacy

Autorizzazione

Grazie per la tua fiducia!Ti abbiamo inviato una email in cui ti verrà chiesto di confermare la tua iscrizione