La comunicazione dei dati del conducente deve essere effettuata solo per le violazioni che non sono contestate immediatamente (cioè quelle per le quali non c’è stato il fermo immediato degli agenti e che, quindi, vengono notificate nei confronti del proprietario del veicolo) e quando per la violazione contestata è prevista la sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida  del conducente al momento dell’infrazione.

Il proprietario del veicolo deve effettuare la comunicazione anche in caso di pagamento del verbale, pertanto, anche se è stata pagata la sanzione principale (quella per la quale è prevista la decurtazione dei punti) è sempre necessario inviare la comunicazione dei dati del conducente, altrimenti verrà emessa la multa per omessa comunicazione dei dati del conducente.

Cosa succede se non si comunicano i dati del conducente

Se entro 60 giorni dalla notifica del verbale non si procede con la comunicazione dei dati del conducente il proprietario del veicolo riceverà una seconda multa di un importo da 292€ a 1.168 €.

Va precisato che la multa per omessa comunicazione dei dati del conducente viene generalmente emessa nella misura minima e che solo in caso di mancato pagamento della stessa entro i termini può essere applicato un importo maggiore.

Tuttavia, come vedremo in questo articolo, esistono dei casi in cui è possibile omettere la comunicazione dei dati senza ricevere la seconda multa.

Come si fa la comunicazione dei dati del conducente

Come detto la comunicazione deve essere inviata entro sessanta giorni dalla notifica del verbale e deve essere spedita direttamente all’organo che ha accertato la violazione (ad esempio Polizia Locale, Polizia Provinciale, Arma dei Carabinieri, Polizia Stradale, ecc).

Generalmente insieme al verbale viene fornito anche il modulo da compilare ed inviare, se il modulo è mancate si può inviare una comunicazione compilata autonomamente, purché siano presenti tutti gli elementi richiesti.

Inoltre è molto importante allegare alla comunicazione dei dati del conducente la fotocopia della patente (sia nella parte anteriore che in quella posteriore) sottoscritta dal titolare e sulla quale deve essere riportata un dichiarazione di conformità, ad esempio si può riportare una dichiarazione di questo tipo:

Io sottoscritto …. nato a …. il …… e …. residente in ……. alla via ……. dichiaro che la fotocopia del seguente documento è conforme agli originali in mio possesso

Quello della completezza della comunicazione dei dati è un elemento molto importante, poiché inviare una comunicazione dei dati del conducente errata o incompleta equivale ad un’omessa comunicazione, con le relative conseguenze.

Per quanto riguarda le modalità dell’invio la comunicazione delle generalità del conducente può essere inviata con le seguenti modalità

■ Per posta (mediante raccomandata con ricevuta di ritorno)

■ Consegnata a mano presso l’ufficio competente

■ Attraverso posta elettronica certificata o via email (quando è prevista questa modalità)

La comunicazione deve essere effettuata anche se il conducente è il proprietario 

Questo è un errore in cui cadono molte persone, ovvero pensare che pagare la multa senza comunicare i dati del conducente significhi riconoscere che al momento dell’infrazione era il proprietario a guidare il veicolo (cosiddetta ammissione tacita).

Il proprietario è comunque tenuto a comunicare che si trovata lui alla guida al momento dell’infrazione non potendo certo l’organo accertatore presumere che il proprietario fosse il conducente del veicolo al momento dell’infrazione.

Pertanto poiché non è previsto un meccanismo di questo tipo, la comunicazione dei dati deve essere effettuata anche se il conducente del veicolo al momento dell’infrazione è il proprietario dello stesso.

Tale presunzione era prevista nell’originaria formulazione dell’art. 126 – bis del codice della strada, ma è stata dichiarata incostituzionale dalla sentenza n. 27/2005 della Corte Costituzionale.

Questo errore è favorito dalla poca chiarezza dei verbali nei quali molto spesso non è specificato che la comunicazione deve essere effettuata anche nel caso in cui l’infrazione sia stata commessa dal proprietario del mezzo.

La comunicazione si deve fare anche se si presenta ricorso contro la multa?

Secondo la Circolare del Ministero degli Interni del 29 aprile 2011 l’obbligo di effettuare la comunicazione scatta solo quando l’accertamento diventa definitivo, quindi quando si paga la sanzione oppure quando il ricorso è stato rigettato, o sono decorsi i termini per presentarlo.

Pertanto secondo questa interpretazione non è necessario comunicare i dati del conducente quando si fa ricorso contro la multa.

La Corte di Cassazione ha invece affermato che l’obbligo di comunicare i dati del conducente è indipendente dalla proposizione del ricorso e quindi il termine per la comunicazione decorre comunque dalla data di notifica del verbale.

Tuttavia anche in questo l’eventuale decurtazione dei punti sarà applicata solo in caso di rigetto del ricorso.

Questa doppia interpretazione solleva molti dubbi, in questo caso per capire a quale orientamento di rifà l’organo che ha emesso il verbale è necessario analizzare con attenzione la multa, infatti la richiesta da parte degli accertatori di procedere alla comunicazione dei dati del conducente anche in pendenza di ricorso dovrà essere contenuta nel verbale stesso.

In linea di massima è possibile affermare che alcuni organi – ad esempio la Polizia Stradale – tendono a seguire la prassi ministeriale (indicando nei verbali che in caso di ricorso le generalità del conducente dovranno essere comunicate solo a seguito della notifica del provvedimento con il quale si concludono i rimedi giurisdizionali), mentre altri organi accertatori – in particolare le Polizie Locali – tendono a seguire l’orientamento fornito dalla Corte di Cassazione.

In ogni caso quando si presenta ricorso è consigliabile comunicare all’autorità che ha elevato la sanzione (es. il comando di polizia municipale) che contro il verbale è stato presentato ricorso e che le generalità del conducente verranno inviate nel caso di esito negativo del ricorso (se ti affiderai al nostro servizio di redazione del ricorso ti forniremo anche questa comunicazione).

Se la multa e notificata oltre i termini non si devono comunicare i dati

Se la multa per la quale si deve fare la comunicazione dei dati del conducente viene notificata oltre il termine di 90 giorni dall’infrazione l’automobilista non è più tenuto ad effettuare la comunicazione dei dati del conducente, del veicolo al momento dell’infrazione, anche se il verbale contiene il cosiddetto “invito” ad effettuare questa comunicazione.

Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 26964 del 23 dicembre 2016 secondo cui:

In tema di violazione per omessa comunicazione dei dati del conducente di un veicolo ai sensi dell’art. 126-bis cod. strada, ove la contestazione della violazione principale sia avvenuta tardivamente, va esclusa la sussistenza dell’obbligo, per il proprietario del veicolo, di comunicare  gli estremi del conducente del mezzo al momento del rilevamento dell’infrazione, in quanto la tempestività della contestazione risponde alla ratio di porre il destinatario in condizione di difendersi, considerato che il trascorrere del tempo rende evanescenti i ricordi

Questo significa che l’ente accertatore  può pretendere che il proprietario del veicolo renda note le generalità del trasgressore soltanto quando sia notificato entro i termini  il verbale di accertamento dell’infrazione principale.

Qualora all’automobilista che non ha comunicato i dati del conducente l’amministrazione dovesse comunque notificare la seconda multa – per omessa comunicazione dei dati del conducente – questa sarà nulla.

Tuttavia, l’automobilista non può rimanere inattivo, la Corte di Cassazione ha infatti precisato che il proprietario è obbligato a impugnare il secondo verbale, ovvero quello per la mancata comunicazione dei dati del conducente per far valere la nullità.

Pertanto in questo caso è necessario proporre ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace contro il verbale per omessa comunicazione dei dati del conducente.

Come evitare di perdere i punti dalla patente di guida

■ Impossibilità di individuare il soggetto alla guida del mezzo al momento dell’infrazione

Questa situazione si verifica molto spesso quando un’auto è condivisa da più persone nella stessa famiglia o quando l’auto aziendale è nella disponibilità di più soggetti.

In questi casi affermare di “non ricordare” chi guidava il veicolo al momento dell’infrazione non costituisce automaticamente un giustificato motivo, tuttavia la Cassazione, con la sentenza n. 9555 del 27 febbraio ha affermato un principio molto importante.

Secondo la Corte l’invio di una comunicazione con la quale si dichiara di non ricordare chi era alla guida del veicolo non può essere automaticamente equiparata ad un’omessa comunicazione dei dati del conducente (come avveniva fino ad oggi), ma in questi casi sarà il giudice – in sede di ricorso – a valutare se le motivazioni a sostegno dell’impossibilità di comunicare i dati sono valide o meno.

Quindi, in caso di comunicazione negativa, se l’organo accertatore emette la sanzione per omessa comunicazione dei dati sarà necessario contestare il verbale e rimettere al giudice la valutazione degli elementi a sostegno dell’ impossibilità di comunicare i dati del conducente al momento dell’infrazione.

■ Pagare la prima multa senza comunicare i dati del conducente

Secondo l’art. 126 bis del codice della strada il conducente può evitare la decurtazione dei punti della patente e la sospensione della stessa – quando prevista – omettendo di effettuare la comunicazione dei dati del conducente, a condizione di essere disposti a pagare la sanzione di 292 euro prevista per la mancata comunicazione dei dati del conducente.

Proprio sulla legittimità questo meccanismo si è pronunciata la Corte Costituzionale con l’ordinanza 12/2017 (depositata in data 13.01.2017 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 18.01.2017) a seguito della questione di legittimità sollevata dal Giudice di Pace di Grosseto.

Per la Corte Costituzionale è legittimo omettere di comunicare del conducente al momento dell’infrazione al fine di evitare la decurtazione dei punti dalla patente di guida,  a condizione di essere disposti a pagare la sanzione di 286 euro prevista dal codice della strada per tale omissione.

Anche se questo principio favorisce gli automobilisti che hanno una maggiore disponibilità economica  il sistema previsto dall’art. 126 bis del Codice della Strada non viola il principio di uguaglianza dei cittadini.

■ Pagare la multa ed inviare la comunicazione dei dati del conducente

Pagando la multa principale, ovvero quella per la quale è richiesta la comunicazione dei dati del conducente ed inviando il modulo di comunicazione verrà applicata la decurtazione dei punti e dunque non sarà inviata la multa per l’omessa comunicazione dei dati.

In conclusione

Se hai ricevuto un verbale che prevede la decurtazione dei punti della patente di guida non limitarti a pagare la multa ed inviare la comunicazione dei dati o una comunicazione negativa (che potrebbe non salvarti dall’applicazione della sanzione per omessa comunicazione), infatti il verbale potrebbe presentare dei vizi sui quali fondare un ricorso.

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