Come si fa la comunicazione dei dati del conducente

L’invio della comunicazione dei dati del conducente è previsto solo per le violazioni non  contestate immediatamente (cioè quelle per le quali non c’è stato il fermo immediato degli agenti e che, quindi, vengono notificate al proprietario del veicolo) e quando per la violazione contestata è prevista la sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida  del conducente al momento dell’infrazione.

Tale comunicazione deve essere inviata entro sessanta giorni dalla notifica del verbale (che prevede la sanzione accessoria della decurtazione dei punti) e deve essere inviata all’organo che ha accertato la violazione (ad esempio Polizia Locale, Polizia Provinciale, Arma dei Carabinieri, Polizia Stradale, ecc).

Generalmente insieme al verbale viene fornito anche il modulo da compilare ed inviare, se il modulo è mancate si può inviare una comunicazione compilata autonomamente, purché siano presenti tutti gli elementi richiesti.

Inoltre è molto importante allegare alla comunicazione dei dati del conducente la fotocopia della patente (sia nella parte anteriore che in quella posteriore) sottoscritta dal titolare e sulla quale deve essere riportata un dichiarazione di conformità, ad esempio si può riportare una dichiarazione di questo tipo:

Io sottoscritto …. nato a …. il …… e …. residente in ……. alla via ……. dichiaro che la fotocopia del seguente documento è conforme agli originali in mio possesso

Quello della completezza della comunicazione dei dati è un elemento molto importante, poiché inviare una comunicazione dei dati del conducente errata o incompleta equivale ad un’omessa comunicazione, con le relative conseguenze.

Per quanto riguarda le modalità dell’invio la comunicazione delle generalità del conducente può essere inviata con le seguenti modalità

■ Per posta (mediante raccomandata con ricevuta di ritorno)

■ Consegnata a mano presso l’ufficio competente

■ Attraverso posta elettronica certificata o via email (quando è prevista questa modalità)

Cosa succede se non si comunicano i dati del conducente

Se entro 60 giorni dalla notifica del verbale non si procede con la comunicazione dei dati del conducente il proprietario del veicolo riceverà una seconda multa di un importo da 291€ a 1.166 €.

La multa per omessa comunicazione dei dati del conducente viene generalmente emessa nella misura minima e che solo in caso di mancato pagamento della stessa entro i termini può essere applicato un importo maggiore.

Va detto che il verbale per l’omessa comunicazione dei dati del conducente può essere inviato anche se la comunicazione viene inviata oltre i termini, oppure se viene inviata una comunicazione incompleta (ad esempio se non vengono inseriti tutti i dati richiesti).

Questo perché una comunicazione incompleta è equiparata ad un’omessa comunicazione dei dati del conducente, tuttavia se il proprietario si accorge dell’errore può inviare una nuova comunicazione corretta purché tale invio avvenga sempre nel termine d 60 giorni dalla notifica del verbale.

La corte di Cassazione con la sentenza n. 18567 del 26 luglio 2017 ha chiarito che “la comunicazione reticente o incompleta o errata” (cosi’ ricorso, pag. 3) non vale a determinare la “consumazione” del termine di sessanta giorni – dalla data di notifica del verbale di contestazione – entro il quale il proprietario del veicolo e’ tenuto a fornire all’organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione”

Tuttavia, come vedremo in questo articolo, esistono alcuni casi in cui è possibile omettere la comunicazione dei dati senza ricevere la seconda multa.

La comunicazione deve essere effettuata anche se il conducente è il proprietario 

Si tratta di un errore in cui cadono molte persone, ovvero pensare che pagare la multa senza comunicare i dati del conducente significhi riconoscere che al momento dell’infrazione era il proprietario a guidare il veicolo (cosiddetta ammissione tacita di responsabilità).

Il proprietario è comunque tenuto a comunicare che si trovata lui alla guida al momento dell’infrazione non potendo certo l’organo accertatore presumere che il proprietario fosse il conducente del veicolo al momento dell’infrazione (in realtà tale presunzione era prevista nell’originaria formulazione dell’art. 126 – bis del codice della strada, ma è stata dichiarata incostituzionale dalla sentenza n. 27/2005 della Corte Costituzionale).

Purtroppo questo errore è favorito dalla poca chiarezza dei verbali nei quali molto spesso non è specificato che la comunicazione deve essere effettuata anche nel caso in cui l’infrazione sia stata commessa dal proprietario del mezzo.

Pertanto poiché non è previsto un meccanismo di questo tipo, la comunicazione dei dati deve essere effettuata anche se il conducente del veicolo al momento dell’infrazione è il proprietario dello stesso.

La comunicazione si deve fare anche se si presenta ricorso contro la multa?

Secondo la Circolare del Ministero degli Interni del 29 aprile 2011 l’obbligo di effettuare la comunicazione scatta solo quando l’accertamento diventa definitivo, quindi quando si paga la sanzione oppure quando il ricorso è stato rigettato, o sono decorsi i termini per presentarlo, quindi secondo il Ministero non è necessario comunicare i dati del conducente quando si fa ricorso contro la multa.

La Corte di Cassazione ha invece affermato che l’obbligo di comunicare i dati del conducente è indipendente dalla proposizione del ricorso e quindi il termine per la comunicazione decorre comunque dalla data di notifica del verbale, ma in questo l’eventuale decurtazione dei punti sarà applicata solo al termine del procedimento e quindi in caso di rigetto del ricorso.

Questa doppia interpretazione solleva molti dubbi, in questo caso per capire a quale orientamento di rifà l’organo che ha emesso il verbale è necessario analizzare con attenzione la multa, infatti la richiesta da parte degli accertatori di procedere alla comunicazione dei dati del conducente anche in pendenza di ricorso dovrà essere contenuta nel verbale stesso.

In linea di massima è possibile affermare che alcuni organi – ad esempio la Polizia Stradale – tendono a seguire la prassi ministeriale (indicando nei verbali che in caso di ricorso le generalità del conducente dovranno essere comunicate solo a seguito della notifica del provvedimento con il quale si concludono i rimedi giurisdizionali), mentre altri organi accertatori – in particolare le Polizie Locali – tendono a seguire l’orientamento fornito dalla Corte di Cassazione.

In ogni caso quando si presenta ricorso è consigliabile comunicare all’autorità che ha elevato la sanzione (es. il comando di polizia municipale) che contro il verbale è stato presentato ricorso e che le generalità del conducente verranno inviate nel caso di esito negativo del ricorso (se ti affiderai al nostro servizio di redazione del ricorso ti forniremo anche questa comunicazione).

Se la multa e notificata oltre i termini non si devono comunicare i dati

Se la multa per la quale si deve fare la comunicazione dei dati del conducente viene notificata oltre il termine di 90 giorni dall’infrazione l’automobilista non è più tenuto ad effettuare la comunicazione dei dati del conducente del veicolo al momento dell’infrazione, anche se il verbale contiene il cosiddetto “invito” ad effettuare questa comunicazione.

Come chiarito dalla Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 26964 del 23 dicembre 2016 l’ente accertatore  può pretendere che il proprietario del veicolo renda note le generalità del trasgressore soltanto quando sia notificato entro i termini  il verbale di accertamento dell’infrazione principale.

In questo caso qualora l’amministrazione dovesse comunque notificare la seconda multa per omessa comunicazione dei dati del conducente questa sarà nulla.

Tuttavia, l’automobilista non può rimanere inattivo, la Corte di Cassazione ha infatti precisato che il proprietario è obbligato a impugnare il secondo verbale, ovvero quello per la mancata comunicazione dei dati del conducente per far valere la nullità.

Pertanto in questo caso è necessario proporre ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace contro il verbale per omessa comunicazione dei dati del conducente.

Come evitare la decurtazione dei punti e la sospensione della patente

Andremo ora a vedere quali sono le soluzioni salvare i punti della patente di guida ed evitare la sospensione della patente in modo perfettamente legale.

■ Pagare la prima multa senza comunicare i dati del conducente

Secondo l’art. 126 bis del codice della strada il conducente può evitare la decurtazione dei punti della patente e la sospensione della stessa – quando prevista – omettendo la comunicazione dei dati del conducente, a condizione di essere disposti a pagare la sanzione di 291 euro prevista per la mancata comunicazione dei dati del conducente.

Proprio sulla legittimità questo meccanismo si è pronunciata la Corte Costituzionale con l’ordinanza 12 del 13 gennaio 2017.

Per la Corte Costituzionale è legittimo omettere di comunicare del conducente al momento dell’infrazione al fine di evitare la decurtazione dei punti dalla patente di guida,  a condizione di essere disposti a pagare la sanzione prevista dal codice della strada per tale omissione.

Anche se questo principio favorisce gli automobilisti che hanno una maggiore disponibilità economica, secondo la Corte  il sistema previsto dall’art. 126 bis del Codice della Strada non viola il principio di uguaglianza dei cittadini.

■ Dichiarare di non poter individuare il conducente al momento dell’infrazione

Questa situazione si verifica molto spesso quando un’auto è condivisa da più persone nella stessa famiglia o quando l’auto aziendale è nella disponibilità di più soggetti.

In questi casi affermare di “non ricordare” chi guidava il veicolo al momento dell’infrazione non costituisce automaticamente un giustificato motivo, tuttavia la Cassazione, con la sentenza n. 9555 del 18 aprile 2018 ha affermato un principio molto importante.

Secondo la Corte l’invio di una comunicazione con la quale si dichiara di non ricordare chi era alla guida del veicolo non può essere automaticamente equiparata ad un’omessa comunicazione dei dati del conducente (come avveniva fino ad oggi), ma in questi casi sarà il giudice – in sede di ricorso – a valutare se le motivazioni a sostegno dell’impossibilità di comunicare i dati sono valide o meno.

Quindi, in caso di comunicazione negativa, se l’organo accertatore emette la sanzione per omessa comunicazione dei dati sarà necessario contestare il verbale e rimettere al giudice la valutazione degli elementi a sostegno dell’ impossibilità di comunicare i dati del conducente al momento dell’infrazione.

Tuttavia in diversi casi i giudici hanno ritenuto valida la comunicazione negativa e riconosciuto l’esistenza del “giustificato motivo” a seguito di una comunicazione nella quale si dichiarava di non poter ricordare il conducente effettivo del veicolo poiché lo stesso era in uso a più soggetti (ad esempio il Giudice di Pace di Latina con la sentenza n. 777 del  3 settembre 2020).

■ Pagare la multa ed inviare la comunicazione dei dati del conducente

Pagando la multa principale, ovvero quella per la quale è richiesta la comunicazione dei dati del conducente ed inviando il modulo di comunicazione verrà applicata la decurtazione dei punti e dunque non sarà inviata la multa per l’omessa comunicazione dei dati.

In conclusione

Se hai ricevuto un verbale che prevede la decurtazione dei punti della patente di guida non limitarti a pagare la multa ed inviare la comunicazione dei dati o una comunicazione negativa (che potrebbe non salvarti dall’applicazione della sanzione per omessa comunicazione), infatti il verbale potrebbe presentare dei vizi sui quali fondare un ricorso.

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