La corsia preferenziale è un tratto di strada che viene riservato al transito dei mezzi pubblici, che spesso vengono presidiati da videocamere di sorveglianza.

Nello specifico il  Codice della Strada all’art. 7 comma 1, lettera i) prevede che nei centri abitati con ordinanza del Sindaco si possono:

Riservare strade alla circolazione dei veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto, al fine di favorire la mobilità urbana

Lo stesso codice prevede poi che “la violazione del divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici di trasporto, nelle aree pedonali e nelle zone a traffico limitato è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 323”.

Chiarite quali sono le sanzioni per la violazione di tale norma passiamo ad approfondire i motivi per i quali è possibile ottenere l’annullamento della multa per transito su corsia preferenziale.

Verbale per transito su corsia preferenziale redatto da un ausiliare del traffico

Gli ausiliari del traffico sono stati introdotti nel nostro sistema nel 1997 con la cosiddetta “Legge Bassanini”, che ha attribuito ai comuni la facoltà di “conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta” a tre categorie:

■ Ai dipendenti comunali(nominati ai sensi del comma 132, dell’art. 17 della Legge 127/97)

■ Ai dipendenti delle società di gestione dei parcheggi(nominati ai sensi del comma 132, dell’art. 17 della Legge 127/97)

■ Al personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico– ad. esempio ATAC a Roma (nominati ai sensi del comma 133, dell’art. 17 della Legge 127/97)

La Corte di Cassazione, con la sentenza 9847/2010, a sottolineato che:

Gli ausiliari del traffico sono legittimati ad accertare e contestare le violazioni al codice della strada solo se queste ultime concernano le disposizioni in materia di sosta, ma non sono abilitati a rilevare infrazioni inerenti a condotte diverse, come quelle attinenti alla circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici, le quali possono essere contestate, oltre che dagli agenti di cui all’art. 12 del Codice della strada, anche dal personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico di persone.

Questo significa che gli ausiliari del traffico (dipendenti comunali o della società di gestione delle aree di sosta a pagamento) hanno una competenza limitata all’accertamento delle violazioni relative alla sosta a pagamento, cioè alle cosiddette “strisce blu”.

Quindi se un’ausiliare del traffico contesta una violazione diversa, come il transito sulla corsia preferenziale la multa è nulla ed è possibile proporre ricorso.

La stessa Corte di Cassazione con la sentenza numero 2973 del 15 gennaio 2016 ha precisato che:

I dipendenti di aziende esercenti il trasporto pubblico di persone aventi funzioni ispettive (…), possono accertare le violazioni in materia di circolazione e sosta in funzione di prevenzione e di accertamento, limitatamente alle corsie riservate al trasporto pubblico, essendo esclusa la possibilità di estendere l’esercizio di tali poteri all’intero territorio cittadino

Questo significa che il personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico ha il potere di controllo della sosta sulle corsie preferenziali, nonché nella zona di fermata degli autobus e nelle zone di transito dei veicoli su rotaia.

Quindi  la multa per transito su corsia preferenziale non può essere rilevata dagli ausiliari del traffico, ma è rilevabile dal personale delle aziende di trasporto (oltre che da vigili urbani, Carabinieri e Polizia)

Multa per transito sulla corsia preferenziale accertata con Telecamera

Sempre più spesso le corsie preferenziali sono presidiate da telecamere che scattano foto o video delle auto in transito.

L’uso di impianti di videosorveglianza, installati per il controllo e la rilevazioni “automatica” delle infrazioni per transito su corsie preferenziali, è legittimo solo le corsie preferenziali corrispondono materialmente ai varchi di accesso alle zone a traffico limitato (ZTL) o siano poste all’interno di tali varchi.

Questo perché secondo quanto affermato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 25180 del 15 ottobre 2008:

In tali casi l’autorizzazione ministeriale rilasciata all’esito del complesso ed articolato procedimento imposto dal D.P.R. 22 giugno 1999 n.250, per l’installazione ed esercizio degli impianti in questione ha già consentito una specifica ampia ed approfondita verifica non solo della idoneità tecnica delle apparecchiature prescelte e del loro funzionamento, ma anche del loro posizionamento e delle scelte operate dall’amministrazione in relazione alla regolamentazione del traffico

La conseguenza è che per la rilevazione “automatica” dell’infrazione al di fuori di queste aree è necessaria un apposita autorizzazione degli impianti che sovraintendono alle corsie preferenziali, se manca tale specifica omologazione è necessaria la contestazione immediata dell’infrazione altrimenti il verbale di accertamento può essere annullato.

Più multe per transito sulla corsia preferenziale in pochi minuti

In molti casi, soprattutto quando la rilevazione viene effettuata con dispositivi elettronici, l’automobilista riceve la notifica di più verbali in cui vengono contestati più transiti nella corsia riservata ai mezzi pubblici in pochi minuti.

In questa ipotesi la giurisprudenza ritiene che l’automobilista debba pagare solo il primo verbale.

Tale conclusione è stata recentemente ribadita dal Giudice di Pace di Milano, con la sentenza n. 1367/2016, nello specifico il Giudice ha ritenuto che:

Nel caso di due o più infrazioni commesse a pochi minuti di distanza si possa ritenere che le infrazioni possano essere considerate come facenti parte di “una condotta unitaria” e, come tali, sanzionabili secondo il principio di continuazione

Pertanto, nel caso di più infrazioni uguali commesse a distanza di pochi minuti l’automobilista potrà estinguere la sanzione mediante il pagamento del verbale relativo alla prima infrazione in ordine di tempo, mentre i verbali relativi alle successive infrazioni saranno annullati.

Tuttavia l’applicazione del principio della continuazione alle infrazioni per transito su corsia preferenziale ha delle limitazioni.

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 26434/2014 ha stabilito che:

In tema di sanzioni amministrative, allorché siano poste in essere inequivocabilmente più condotte realizzatrici della medesima violazione, non è applicabile in via analogica l’istituto della continuazione ma esclusivamente quello del concorso formale, in quanto espressamente previsto dall’articolo 8 della legge 24 novembre 1981, n. 689, il quale richiede l’unicità dell’azione od omissione produttiva della pluralità di violazioni

Pertanto l’automobilista transita più volte sulla corsia preferenziale  è tenuto a pagare una contravvenzione per ogni singola infrazione, anche se le violazioni sono state effettuate nello stesso giorno, a distanza di alcune ore.

Negli altri casi si potrà sperare in una riduzione della sanzione, ma solo nell’ipotesi in cui le plurime violazioni siano state notevolmente concentrate nel tempo.

In conclusione

In questo articolo abbiamo chiarito in quali casi è possibile presentare ricorso contro la multa per transito sulla corsia preferenziale.

Riassumendo velocemente il contenuto di questo articolo, il verbale per transito sulla corsia preferenziale può essere contestato quando:

■ La multa è stata elevata da un ausiliario del traffico che non appartiene al personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico – ad. esempio ATAC a Roma (nominati ai sensi del comma 133, dell’art. 17 della Legge 127/97).

■ La multa è stata accertata con una telecamera e la corsia preferenziale non corrisponde materialmente ai varchi di accesso alle zone a traffico limitato (ZTL) o non è posta all’interno di tali varchi.

■ Vengono contestate più infrazioni uguali commesse a distanza di pochi minuti

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Ricorda che il verbale analizzato da occhi esperti, che valutano ogni giorno decine di verbali, può rivelare motivi di nullità ulteriori rispetto a quelli individuati nel seguente articolo.

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