Una professionista di Trento ha scoperto l’esistenza di una multa per passaggio con il semaforo rosso soltanto dopo aver ricevuto un secondo verbale per omessa comunicazione dei dati del conducente.
La prima sanzione, relativa a un’infrazione rilevata nel dicembre 2024 dalle telecamere di via Brennero e via Bolzano, era stata notificata dalla polizia locale tramite PEC a un indirizzo collegato a un’attività professionale ormai cessata e non più utilizzato dalla destinataria.
La vicenda è così arrivata davanti al Giudice di Pace di Trento.
Multa PEC dismessa: cosa ha deciso il giudice di Trento
Nel ricorso, la conducente ha documentato di aver cessato l’attività professionale proprio nel periodo della notifica e di aver comunicato all’Ordine professionale sia la cancellazione dall’albo sia la dismissione della casella PEC.
Il Giudice di Pace ha accolto il ricorso richiamando la documentazione prodotta e la corrispondenza intercorsa con l’Ordine professionale.
Nella sentenza si legge infatti:
Cessata la professione, la ricorrente riteneva in buona fede che anche il suo indirizzo di posta elettronica fosse stato tempestivamente chiuso
Il giudice richiama inoltre la comunicazione inviata dalla segreteria dell’Ordine:
Le ricordo che a gennaio 2025 diamo disdetta della sua casella Pec
Sulla base di questi elementi, il giudice ha riconosciuto la buona fede della ricorrente e, come richiesto nel ricorso, ha disposto l’archiviazione del verbale per omessa comunicazione dei dati del conducente e la remissione in termini sia per la trasmissione dei dati richiesti sia per il pagamento della sanzione originaria in misura ridotta.
Le conseguenze della mancata conoscenza del verbale
Quando il destinatario non viene concretamente a conoscenza della prima multa, le conseguenze possono andare oltre la sanzione originaria.
La mancata risposta alla richiesta di comunicazione dei dati del conducente può infatti generare un ulteriore verbale autonomo, oltre alle successive procedure di riscossione della prima multa.
Il caso deciso dal Giudice di Pace di Trento mostra come, in presenza di elementi documentali concreti, la situazione del destinatario possa incidere sulla valutazione della buona fede e sulle conseguenze derivanti dalla mancata conoscenza della notifica.
Per approfondire quando una multa notificata tramite posta elettronica certificata può presentare irregolarità o criticità nella procedura di notifica, puoi leggere la nostra guida sulla notifica della multa via PEC.