Molto spesso, soprattutto in località che non si conoscono molto bene, per via del caos del traffico o della fretta è facile entrare all’interno di zone a traffico limitato, le cosiddette ZTL.

L’accesso a queste zone a traffico limitato è sorvegliato da telecamere capaci di distinguere tra veicoli autorizzati ad accedere alla ZTL e quelli sprovvisti di tale autorizzazione.

Nel corso del tempo la Giurisprudenza, attraverso una serie di sentenze, ha individuato una serie di motivi in base ai quali è fare ricorso contro la multa per accesso alla ztl.

Segnaletica non visibile, troppo vicina al varco di accesso alla ZTL o confusa

In caso di segnaletica poco visibile è possibile fare ricorso contro la multa per accesso alla ZTL, infatti, il segnale deve essere posizionato in modo tale da garantire la corretta leggibilità.

L’ art. 7 del Codice della Strada prevede che le ZTL siano indicate mediante appositi segnali, sul punto il GdP di Napoli, con la sentenza 28210/2014 ha precisato che:

l’art. 7 comma 10 del codice della strada prescrive la necessità di segnalazione delle zone a traffico limitato nonché dei varchi di accesso, segnaletica che per indicazioni, forma e dimensioni deve essere idonea a essere percepita dall’utente della strada (art. 77 e ss. del reg. att. Del C. della S.) a tal fine i segnali devono essere visibili, rispettosi di tutte le caratteristiche prescritte e posti a una distanza minima di m. 80 dalla zona interessata (art. 79 reg. att. C. della S.) percettibili dall’utente della strada anche in relazione alla velocità consentita (km 50/h per il tratto urbano)

Pertanto se la segnaletica non è idonea per dimensioni, leggibilità e posizionamento il verbale per accesso alla ztl potrebbe essere considerato illegittimo.

Questa conclusione è stata raggiunta dal GdP di Brindisi nella sentenza n. 2013 del 5 dicembre 2018, con la quale ha annullato 84 verbali per accesso alla ZTL contestati ad un’unico automobilista.

Nel caso in questione il Giudice ha rilevato che i cartelli oltre ad essere posizionati ad una distanza inferiore a quella minima di 80 metri dalla zona di rilevazione non erano conformi, infatti ad un’analisi “sono apparsi “sottodimensionati”, in quanto aventi grandezza di “55x55” cm, anziché “75x125” e “75x75″ cm, risultando in tal modo non facilmente visibili, in particolare nelle strade poco illuminate quali quelle in esame antistanti il centro storico”.

Ma non solo, i cartelli sono risultati anche “diversamente rifrangenti” in violazione dell’art. 79 Regolamento d’attuazione del C.d.S., per il quale “sullo stesso sostegno non devono essere posti segnali con caratteristiche di illuminazione o di rifrangenza differenti fra loro”.

Pertanto segnaletica verticale relativa alla ZTL può essere considerata illegittima quando il segnale è inidoneo ad assolvere la funzione che gli è stata assegnata ed in conseguenza di tale inidoneità l’automobilista non è in grado di osservare la norma espressa dal segnale.

La multa per accesso alla ZTL è illegittima se le foto non indicano il tempo, il luogo e il veicolo

La visione del fotogramma è un elemento da valutare con molta attenzione, infatti in molti casi analizzando la foto scattata dal varco ZTL è possibile trovare dei motivi che consentono di annullare la multa (ad esempio la visione dell’immagine potrebbe rilevare un errore nella rilevazione della targa, oppure un veicolo che circola con targa clonata).

In materia di accesso alla ZTL l’importanza del fotogramma è stata sottolineata da diverse sentenze, da ultimo dalla sentenza n. 11633 del 19 dicembre 2017 del Giudice di Pace di Milano.

Nella sentenza il Giudice ha chiarito quali elementi devono essere presenti nell’immagine scattata dall’apparato ZTL, nello specifico il giudice ha precisato che le immagini relative alle infrazioni devono:

Rilevare i dati riguardanti il tempo, il luogo e l’identificazione dei veicoli che accedono al centro storico o nelle ZTL

Nel caso di specie, il Giudice accoglieva il ricorso disponendo l’annullamento del verbale poiché dalle immagini risultava impossibile sia l’identificazione del luogo che quella del veicolo, risultando visibile solo una targa su sfondo nero.

Pertanto quando viene contestato un verbale per accesso alla ztl è di fondamentale importanza visionare la foto dell’infrazione al fine di valutare la regolarità della rilevazione dell’infrazione.

Più infrazioni non sempre comportano più multe per accesso alla ZTL

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 22028 del 11 settembre 2018 ha stabilito che in caso di più violazioni in un breve lasso di tempo, avvenute nel medesimo tratto stradale “essendo la condotta unica e tale da integrare una sola violazione, va applicata una sola sanzione”.

In caso contrario la stessa Cassazione, con l’ordinanza n. 26434/2014, ha precisate che:

Nel caso in cui, tramite condotte reiterate, perpetrate anche in tempi diversi, l’automobilista effettui plurimi ingressi nella zona a traffico limitato, anche qualora siano riferibili tutti al medesimo giorno, lo stesso soggiace alle sanzioni previste per ogni singola violazione, quindi è tenuto a pagare tutte le contravvenzioni, ossia per ogni singola infrazione. Ciò perché, per tali ingressi illegittimi nella ZTL, non può ravvisarsi la sussistenza di una condotta unica

Pertanto secondo la Cassazione si deve applicare una sola sanzione quando le violazioni sono commesse nello stesso tratto stradale ed in un brevissimo lasso temporale (di pochi secondi o qualche minuto), poiché solo in questo caso è possibile considerare la condotta unica e dunque applicare una sola sanzione.

Tale interpretazione è stata accolta ed applicata dal Giudice di Pace di Milano il quale accertato che il ricorrente aveva commesso la stessa infrazione nel giro di pochi minuti, il giudice ha quindi confermato il primo verbale elevato, annullando i tre successivi.

 Nello specifico il Giudice  precisato “che nel caso di due o più infrazioni uguali, commesse a pochi minuti di distanza, le stesse possono essere considerate come facenti parte di una condotta unitaria e, come tali, sanzionabili secondo il principio della continuazione”.

In conclusione: quando è possibile fare ricorso contro la multa per accesso alla ZTL

In questo articolo abbiamo analizzato alcuni dei motivi di ricorso contro la multa per accesso alla ZTl, tra i quali:

■ Segnaletica poco visibile, confusa o troppo vicina al varco di accesso alla ZTL

■ Fotogramma poco chiaro, nel quale non è possibile individuare i tre elementi fondamentali dello stesso, ovvero tempo, luogo e veicolo

■ Quando a seguito  di attenta analisi del fotogramma emerge che l’infrazione è stata commessa con un veicolo dotato di targa clonata o contraffatta

■ Se le infrazioni sono state commesse in un breve lasso di tempo e nello stesso tratto stradale è possibile ottenere l’applicazione di una sola sanzione e l’annullamento delle altre per la medesima infrazione

■ In caso di notifica del verbale oltre il termine di 90 giorni dalla data dell’infrazione

Se, sulla base delle considerazioni fatte in questo articolo, hai la certezza che la multa per accesso alla ZTL presenta uno dei vizi elencati è possibile contestare il verbale.

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Tuttavia in questo articolo abbiamo individuato solo alcuni motivi per contestare la multa per accesso alla ZTL, quindi si tratta di un elenco che non comprende tutti i motivi che consentono di ottenere l’annullamento della multa per accesso alla zona a traffico limitato.

Pertanto se il verbale presenta dei vizi che non rientrano nell’elenco non è escluso che questo possa essere comunque contestato.

Il consiglio, in questo caso, è quello di far osservare il verbale ad occhi esperti che visionano ogni giorno decine di verbali clicca sul tasto “Si, voglio la consulenza” e fai analizzare il verbale da uno dei nostri specialisti.