Il 9 giugno 2026 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato il nuovo decreto sugli autovelox.

Nelle ore successive alla firma, molti hanno parlato di fine dei ricorsi sugli autovelox.

Ma è davvero così?

A nostro avviso, però, la situazione è più complessa.

Il decreto rappresenta certamente un tentativo di arginare il contenzioso nato attorno all’omologazione degli autovelox, ma resta da capire quale sarà il suo effettivo impatto nei tribunali.

Va inoltre ricordato che, al momento della pubblicazione di questo articolo, il provvedimento ha appena completato il percorso della firma ministeriale e dovrà completare i successivi passaggi previsti per la sua piena operatività.

Cosa prevede il Decreto Autovelox Salvini

Secondo quanto comunicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il provvedimento introduce nuove procedure relative all’omologazione, alle verifiche iniziali e alle tarature periodiche dei dispositivi utilizzati per il controllo della velocità.

L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre le incertezze che negli ultimi anni hanno generato migliaia di ricorsi.

La novità più importante riguarda alcuni dispositivi già approvati negli anni precedenti, per i quali viene previsto un percorso specifico.

I 15 modelli interessati dal decreto

Il regime transitorio riguarda i seguenti dispositivi:

  1. Autovelox 106 (Decreto n. 476 del 09/12/2025)
  2. Vrs-Evo-T12-5-R (Decreto n. 342 del 02/10/2025)
  3. Velocar Red&Speed Evo-R (Decreto n. 342 del 02/10/2025)
  4. Celeritas Mse 2021 (Decreto n. 401 del 19/08/2024)
  5. Tutor 3.0 (Decreto n. 305 del 20/06/2024)
  6. Vergilius Plus (Decreto n. 149 del 27/03/2024)
  7. Celeritas Mvd 2022 (Decreto n. 290 del 25/07/2023)
  8. Vrs Evo 2 (Decreto n. 271 dell’11/07/2023)
  9. T-Exspeed (Decreto n. 236 del 05/06/2023)
  10. K53800_Speed (Decreto n. 549 del 21/12/2021)
  11. Tcs – Traffic Control System (Decreto n. 378 del 09/09/2021)
  12. Autosc@n Speed (Decreto n. 356 del 18/08/2021)
  13. Celeritas Mvd 2020 (Decreto n. 349 del 16/08/2021)
  14. Aguia Red & Speed (Decreto n. 48 del 01/03/2021)
  15. Velocar Red&Speed Evo M (Decreto n. 5240 del 31/08/2017)

Secondo il nuovo impianto normativo, questi dispositivi potranno beneficiare del regime transitorio previsto dal decreto.

È proprio su questo punto che si stanno concentrando molte delle discussioni emerse dopo la firma del provvedimento.

Perché la questione non è ancora chiusa

Negli ultimi anni la Corte di Cassazione ha affermato più volte che approvazione e omologazione sono procedimenti distinti.

Le ordinanze n. 10505/2024 e n. 12924/2025 hanno rafforzato questo orientamento e sono state alla base di numerosi ricorsi accolti dagli automobilisti.

Ed è proprio questo il punto.

Il Decreto Autovelox Salvini non nasce nel vuoto. Arriva dopo anni di contestazioni, verbali annullati e Comuni costretti a fare i conti con un problema che, fino a poco tempo fa, veniva spesso sottovalutato.

A nostro avviso, quindi, sarebbe un errore leggere il decreto come una chiusura automatica della vicenda.

Il vero tema non è solo l’esistenza del nuovo provvedimento, ma il rapporto tra quel decreto, l’articolo 142 del Codice della Strada e l’orientamento già espresso dalla Cassazione.

Se la questione fosse davvero chiusa, non si starebbe già discutendo di come i giudici interpreteranno il nuovo testo nei ricorsi ancora pendenti e nei verbali futuri.

Per questo motivo, chi ha ricevuto una multa da autovelox non dovrebbe fermarsi ai titoli che parlano di “fine dei ricorsi”.

La firma del decreto non elimina la necessità di verificare il singolo verbale. Dispositivo utilizzato, documentazione tecnica, taratura, omologazione e modalità dell’accertamento continuano a essere aspetti decisivi.

Per approfondire il punto centrale della vicenda, abbiamo spiegato nella nostra guida sugli autovelox non omologati perché la differenza tra approvazione e omologazione può incidere sulla validità della multa.

Cosa succede alle multe già elevate?

È probabilmente la domanda più importante per gli automobilisti. Molti si chiedono se il nuovo decreto possa incidere sui verbali già notificati o sui ricorsi attualmente pendenti.

A nostro avviso è proprio questo il terreno sul quale si concentrerà il prossimo contenzioso. Le recenti pronunce della Cassazione hanno costruito un preciso orientamento sulla distinzione tra approvazione e omologazione. Resta quindi da capire quale sarà il rapporto tra questo orientamento e il nuovo impianto introdotto dal Ministero.

Per questo motivo riteniamo prematuro sostenere che la firma del decreto abbia automaticamente chiuso tutte le contestazioni già esistenti. Saranno le future decisioni dei Giudici di Pace e dei Tribunali a chiarire quale impatto concreto avrà il nuovo quadro normativo.

Conclusioni

Il Decreto Autovelox Salvini rappresenta una novità importante, ma non autorizza a concludere che ogni multa da autovelox sia automaticamente valida.

La partita non è finita: si sposta ora sull’interpretazione che i giudici daranno al nuovo provvedimento, soprattutto nei casi in cui la contestazione riguarda dispositivi privi di una formale omologazione al momento dell’accertamento.

Per questo motivo, prima di pagare o rinunciare a contestare, è opportuno verificare il singolo verbale e la documentazione relativa all’apparecchio utilizzato.

Se vuoi approfondire la differenza tra approvazione e omologazione e capire quando una multa può essere contestata, leggi la nostra guida completa sugli autovelox non omologati.