In questo articolo vedremo per quale motivo è possibile ottenere l’annullamento della multa con autovelox per mancata omologazione dei dispositivi.

Le multe per eccesso di velocità accertate con autovelox non omologato possono essere annullate

L’art. 142 del Codice della Strada al comma 6 prevede che:

Per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate, anche per il calcolo della velocità media

Quindi le apparecchiature di rilevazione della velocità (autovelox, telelaser e tutor) per poter essere legittimamente utilizzate devono essere sottoposte alla procedura di omologazione prevista dall’art. 192 del Regolamento di attuazione del codice della Strada.

Sull’illegittimità delle multe emesse con autovelox privo della prevista omologazione si è espresso il Giudice di Pace di Padova con la sentenza n. 1731 del 28 novembre 2018 secondo il quale quando:

Gli accertamenti risultano essere stati effettuati da apparecchiatura priva di valida omologazione difetta quindi una condizione di legittimità del procedimento di accertamento della violazione, ovvero l’accertata conformità dell’apparecchiatura alle disposizioni del cds, che si riverbera come vizio dell’intera procedura amministrativa sanzionatoria

Lo stesso GdP di Padova con la sentenza 775 del 26 giugno 2019 ha ribadito che “l’utilizzo di apparecchiature di accertamento non omologate ma esclusivamente approvate costituisce un vizio di legittimità per la violazione” che deve dunque essere annullata.

Ad oggi la maggior parte delle apparecchiature di rilevazione della velocità (autovelox, tutor e telelaser) in circolazione sono prive di omologazione, molte di queste risultano semplicemente approvate sulla base di una Determina Dirigenziale la quale corrisponde ad un’omologazione dell’autovelox.

Tale conclusione è stata confermata dal Giudice di Pace di Treviso con la sentenza n. 443 del 8 settembre 2020, con la quale il Giudice ha annullato un verbale per eccesso di velocità per assenza della regolare omologazione, precisando che:

Nel caso in esame è presente solo un decreto dirigenziale che si limita ad approvare l’esemplare dell’apparecchio utilizzato per il rilievo delle infrazioni

Va inoltre precisato che se nel ricorso vengono sollevati dubbi sulla validità dell’omologazione dei dispositivi usati per rilevare la velocità l’amministrazione deve produrre la documentazione attestante la regolarità dell’omologazione dell’autovelox .

La mancata produzione di tale documentazione comporta l’accoglimento del ricorso, come chiarito dal Giudice di Pace di Vercelli con la sentenza n. 129 del 19 aprile 2019, nella quale ha sottolineato che se non viene fornita “prova della legittimità dell’apparecchiatura per il controllo della velocità, asseritamente descritta come debitamente omologata” il ricorso va accolto.

Omologazione dell’autovelox e approvazione dell’autovelox non sono la stessa cosa

La necessità di effettuare questo chiarimento è di fondamentale importanza, poiché i termini omologazione e approvazione sono spesso utilizzati in modo promiscuo come se fossero dei sinonimi.

Il Giudice di Pace di Milano con la sentenza depositata in data 11 febbraio 2019 ha chiarito che:

L’uso promiscuo ed alternativo dei termini omologazione/ approvazione è solamente apparente, trattandosi di due procedure diverse che giungono a differenti provvedimenti conclusivi”

Nella sua analisi lo stesso giudice ha chiarito che la scelta dei due termini ha un significato ben preciso e che questa differenza può essere evidenziata analizzando l’art. 192 del Regolamento di attuazione del Codice della Strada (la legge che accompagna il Codice e specifica tutti i dettagli tecnici ad esso legati), il quale descrive le procedure per l’ottenimento dell’omologazione e dell’approvazione.

Pertanto l’uso promiscuo ed alternativo dei termini omologazione ed approvazione è solo apparente, poiché si tratta di due procedure diverse che portano all’emissione di due provvedimenti conclusivi diversi tra loro.

L’omologazione o approvazione dei prototipi non è trasmissibile a soggetti diversi

L’art. 192 del Codice della Strada prevede, inoltre, che “nei casi di omologazione o di approvazione di prototipi, il ministero dei Lavori pubblici autorizza il richiedente alla produzione e commercializzazione del prodotto”.

Lo stesso articolo precisa che l’omologazione o l’approvazione di prototipi è valida solo a nome del richiedente e non è trasmissibile a soggetti diversi.

Sulla base di questa norma il Giudice di Pace di Alessandria, con la sentenza 341 del 19 giugno 2019, ha annullato due verbali per eccesso di velocità emessi dalla Polizia Provinciale di Alessandria.

Dall’analisi dei verbali è emerso che l’autovelox utilizzato sarebbe stato prodotto da una ditta (nello specifico la Globex MVR S.r.l.), ma tale circostanza non corrisponde al vero poiché dal decreto di approvazione emerge il nome di un’altra società.

Quindi, secondo il Giudice, la Provincia non può attribuire alla società che non può commercializzare il sistema autovelox l’approvazione rilasciata all’altra società, posto che questa è valida solo a nome del richiedente e non può essere trasmessa a soggetti diversi.

In conclusione

Sulla base delle richiamate sentenze (che si moltiplicano ogni giorno) è possibile affermare che un autovelox semplicemente “approvato” (e non anche “omologato”) non può essere utilizzato per l’accertamento delle violazioni ai limiti di velocità.

Questo significa che la multa elevata con un autovelox non omologato è annullabile, poiché non è possibile utilizzare le risultanze della rilevazione per contestare la violazione dei limiti di velocità.

Se hai ricevuto una multa per eccesso di velocità emessa con un autovelox non omologato potrebbero esserci gli estremi per la proposizione di un ricorso contro il verbale.

Quello appena illustrato è solo uno dei tanti vizi che un verbale per eccesso di velocità può presentare, infatti molto spesso l’eccesso di velocità è accertato con autovelox privi di taratura.

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