La Corte Costituzionale con la sentenza n. 113 depositata il 18 giugno 2015 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, del Codice della Strada, “nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura”

Secondo la Corte:

L’assenza di verifiche periodiche di funzionamento e di taratura è suscettibile di pregiudicare l’affidabilità metrologica a prescindere dalle modalità di impiego delle apparecchiature destinate a rilevare la velocità. 

Pertanto con la sua decisione la Corte ha equiparato i controlli per tutti gli apparecchi, dichiarando l’illegittimità della norma che non prevede i controlli e la taratura periodica per tutti gli autovelox, ma solo per quelli “presidiati” dagli agenti.

Infatti, fino ad oggi, secondo questa orientamento della giurisprudenza, supportato anche dai principi fissati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il controllo periodico e la taratura era necessaria solo per i rilevatori di velocità lasciati sulla strada a funzionare in automatico e non per quelli impiegati sotto il controllo costante dagli operatori, ovvero le cosiddette postazioni mobili.

La Cassazione ha confermato che tutti gli autovelox devono essere sottoposti a taratura  

Con la sentenza n. 14543/2016 la Corte di Cassazione ha ribadito che per effetto della sentenza 113/2015 della Corte Costituzionale deve ritenersi valido il principio secondo cui:

Tutte le apparecchiature di misurazione della velocità (che è elemento valutabile e misurabile) devono essere periodicamente tarate e verificate nel loro corretto funzionamento, che non può essere dimostrato o attestato con altri mezzi quali le certificazioni di omologazione e conformità.

L’assenza di un obbligo di taratura dei dispositivi di rilevazione della velocità (autovelox, tutor e telelaser) concretizzerebbe, secondo la Corte, un risultato paradossale per cui:

Una qualunque bilancia di un mercato rionale è soggetta a periodica verifica della taratura, nel mentre non lo è una complessa apparecchiatura, come quella per la verifica della velocità, che svolge un accertamento irripetibile e fonte di gravi conseguenze per il cittadino proprietario e/o conducente di veicolo.

In pratica le amministrazioni hanno il dovere di sottoporre a verifiche puntuali e costanti tutti gli autovelox, altrimenti non possono utilizzarli o, se lo fanno, le multe per eccesso di velocità sono nulle a causa della mancata o irregolare taratura dell’autovelox.

La stessa Corte di Cassazione con la sentenza n. 9645 dell’ 11 maggio 2016 ha ribadito che:

(…) tutte le apparecchiature di misurazione della velocità (che è elemento valutabile e misurabile) devono essere periodicamente tarate e verificate nel loro corretto funzionamento, che non può essere dimostrato o attestato con altri mezzi quali le certificazioni di omologazione e conformità. In difetto di esse certificazioni, l’accertamento della infrazione è viziato e il relativo verbale è suscettibile di annullamento (…)

Tribunali e Giudici di Pace annullano le multe con autovelox se manca la taratura

Il Giudice di Pace di Vasto il quale, con una delle prime sentenze successive all’intervento della Corte Costituzionale, ha annullato una multa notificata ad un conducente.

Il verbale è stato cancellato perché il Comune non ha dato prova di aver richiesto la taratura del dispositivo “Velomatic 512”, utilizzato per accertare l’infrazione.

Nella citata sentenza il Giudice di Pace di Vasto ha affermato che:

Deve essere accolta l’opposizione a sanzione amministrativa per l’infrazione al codice della strada consistente nell’eccesso di velocità rilevata dall’apparecchio elettronico laddove (…) l’ente impositore non ha dato prova di aver richiesto la taratura dell’apparecchio che in base ai documenti agli atti non risulta essere stato revisionato presso il sistema nazionale di taratura.

Il Tribunale di Benevento con la sentenza n. 154/2016 ha rigettato l’appello proposto dalla Prefettura avverso la sentenza del Giudice di Pace di Avellino che aveva accolto il ricorso dell’automobilista per la “vetustà dell’omologazione” e della  “non fidefacenza dell’apparecchio autovelox”.

Anche il Giudice di Pace di Pavia, con la sentenza n. 510 del 20 settembre 2018, ha annullato un verbale per eccesso di velocità rilevato con un autovelox non sottoposto a taratura.

Nello specifico il Giudice ha precisato che:

Sulla base di quanto statuito dalla Corte Costituzionale e del recente orientamento della Corte di Cassazione si deve ritenere che, ai fini della legittimità del verbale, deve essere dimostrata sia la taratura dell’apparecchiatura che la corretta funzionalità della stessa.

Pertanto secondo il Giudice:

Non essendo stata fornita alcuna prova circa l’omologazione dell’apparecchiatura utilizzata per il rilevamento, né la taratura e la verifica del corretto funzionamento della stessa, 1′ accertamento dell’infrazione risulta essere viziato con la conseguenza che devono essere annullati i verbali impugnati.

L’obbligo di verifica della funzionalità dell’autovelox

Il Decreto ministeriale n.282 del 13 giugno 2017 ha introdotto una novità assoluta in materia di verifica di funzionalità degli apparecchi autovelox.

Tutte le volte che gli accertatori ricevono in uso uno strumento (nuovo o appena sottoposto alla taratura annuale), è obbligatorio verificarne la funzionalità con una precisa procedura.

Come precisato dalla circolare n. 300/A/6045/17/144/520/3, emanata il 7 agosto 2017 dal dipartimento Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, diversamente dalle verifiche di taratura le verifiche di funzionalità, sia iniziali che periodiche, sono finalizzate a valutare la capacità dell’autovelox di fornire indicazioni attendibili e devono essere effettuate dall’organo di polizia stradale utilizzatore, successivamente alla verifica di taratura.

Si tratta di attività ulteriori rispetto a quelle di manutenzione e/o revisione previste dal manuale d’uso, che consistono in una verifica dell’integrità del dispositivo o del sistema e dei relativi sigilli apposti, nonché della loro capacità di attribuire correttamente le misure effettuate ai veicoli rilevati.

Come deve essere provata la verifica di funzionalità dell’autovelox

indicazione funzionalità

Nei per eccesso di velocità in relazione alla verifica di funzionalità della strumentazione elettronica utilizzata, viene riportata dichiarazione di questo tipo:

la perfetta funzionalità è stata verificata dagli agenti incaricati

Dichiarazione che non offre alcuna garanzia dell’esecuzione di tali operazioni da parte degli agenti incaricati della rilevazione.

Il richiamato decreto 282 del 13 giugno 2017 pone in capo all’operatore che esegue le verifiche di funzionalità sia iniziali che periodiche l’obbligo di redigere un verbale nel quale devono essere indicate le operazioni effettuare e l’esito delle stesse.

Inoltre, in materia di prova della verifica di funzionalità dell’autovelox, la Circolare del 7 agosto 2017 (n. 300/A/6045/17/144/520/3), prevede che tale verbale sottoscritto dall’operatore deve essere conservato presso l’ufficio dell’organo utilizzatore del dispositivo.

La circolare precisa che in considerazione del fatto che le verifiche di funzionalità sono eseguite sempre successivamente a quelle di taratura, è opportuno che l’operatore che effettua le operazioni di verifica inserisca nel relativo verbale anche il riferimento all’ultimo certificato di taratura conseguito, indicandone il numero, la data di esecuzione ed il laboratorio che l’ha svolta.

I verbali di contestazione della violazione del superamento dei limiti di velocità dovranno quindi contenere l’indicazione dell’esistenza dell’approvazione e della regolare esecuzione delle verifiche di taratura e di funzionalità.

Quanto detto è stato confermato dal Giudice di Pace di Savona, nella sentenza 333/2019, nella quale ha ribadito che prova della taratura e della verifica del corretto funzionamento può essere fornita solo mediante specifiche certificazioni.

Lo stesso giudice ha ribadito che la presenza della frase di rito secondo cui “la perfetta funzionalità è stata verificata dagli agenti incaricati” non è sufficiente a provare la taratura e la verifica di funzionalità dell’autovelox.

 Questo perché su questo punto il verbale di accertamento “non riveste fede privilegiata alcuna (e, quindi, non può fare prova fino a querela di falso) in ordine all’affermazione dell’accertatore” circa il corretto funzionamento del dispositivo utilizzato.

Se non viene fornita prova della taratura dell’autovelox o della verifica di funzionalità il verbale deve essere annullato

Va rilevato che  la giurisprudenza ha più volte affermato che la mancata prova dell’esistenza del certificato di taratura determina la nullità del verbale per eccesso di velocità

Questo conclusione è stata ribadita anche dal Giudice di Pace di Pavia con la sentenza 68/2018, con la quale ha disposto l’annullamento di un verbale emesso con autovelox proprio per la carenza di prove circa la taratura e la verifica di funzionalità del dispositivo utilizzato

Secondo il Giudice la mancata produzione in giudizio del certificato di taratura dell’apparecchio usato e di documenti attestanti la sottoposizione del dispositivo alla verifica di funzionalità rende l’accertamento dell’infrazione viziato “con la conseguenza che deve essere annullato il provvedimento impugnato”.

Questa conclusione è stata confermata dal Giudice di Pace di Savona con la sentenza 258 del 3 maggio 2019, nella quale il Giudice ha chiarito non avendo l’amministrazione depositato la documentazione relativa alla taratura questa:

Ha omesso di dimostrare la circostanza/presupposto unico fondante (ovvero l’esatta funzionalità della strumentazione attraverso la quale si è pervenuto all’accertamento della velocità contestata) dell’irrogata infrazione, pertanto il ricorso va accolto e la sanzione annullata 

Anche la Corte di Cassazione è intervenuta sul tema e con l’ordinanza n. 32909 del 19 dicembre 2018 ha precisato che:

In caso di contestazioni circa l’affidabilità dell’apparecchio, il giudice è tenuto ad accertare se l’apparecchio è stato o non sottoposto alle verifiche di funzionalità e taratura

Pertanto in caso di ricorso contro la multa accertata con autovelox, se viene contestata l’affidabilità del dispositivo utilizzato (autovelox, tutor o telelaser), il giudice è tenuto ad accertare se l’apparecchio sia stato sottoposto alle verifiche di funzionalità e taratura da parte dell’organo che lo gestisce, anche se nel  verbale l’accertatore attesta l’adeguatezza del rilevatore.

In conclusione

Le amministrazioni hanno il dovere di sottoporre a verifiche puntuali e costanti tutti gli autovelox, altrimenti non possono utilizzarli o, se lo fanno, le multe per eccesso di velocità sono nulle. 

Se, sulla base delle considerazioni fatte in questo articolo, hai la certezza che la multa è stata accertata con un autovelox senza taratura o verifica di funzionalità non esitare a presentare ricorso al prefetto o – in via alternativa – al giudice di pace.

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