Hai preso una multa con l’autovelox? Prima di pagarla leggi fino in fondo questo articolo

La sentenza 113/2015 della Corte di Cassazione rende inutili, almeno temporaneamente, questi mezzi utilizzati dai vari Comuni per fare cassa.

Facciamo un po’ di chiarezza…

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 113 depositata il 18 giugno 2015 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, del Codice della Strada, “nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura”.

Cosa ha deciso la Corte Costituzionale con la sentenza 113/2015?

Secondo la Corte:

Appare evidente che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e temici, variazioni di tensione di alimentazione. Si tratta di una tendenza disfunzionale naturale direttamente proporzionata all’elemento temporale.

Nella sentenza la Corte sottolinea anche l’inadeguatezza dei sistemi di autodiagnosi presenti in alcuni modelli di autovelox a differenza di quanto sostenuto fino ad oggi dalla giurisprudenza maggioritaria. Infatti uno dei motivi principali di rigetto dei ricorsi fondati esclusivamente sull’eccezione di mancata taratura veniva rinvenuto nella presenza di tali strumenti.

Corte Costituzionale ha precisato che:

L’assenza di verifiche periodiche di funzionamento e di taratura è suscettibile di pregiudicare l’affidabilità metrologica a prescindere dalle modalità di impiego delle apparecchiature destinate a rilevare la velocità. Non risolutivo appare quanto previsto dalla direttiva del Ministero dell’interno 14 agosto 2009, laddove si afferma che la rilevazione della cattiva funzionalità sarebbe garantita dalle apparecchiature «dotate di un sistema di autodiagnosi dei guasti che avvisano l’operatore del loro cattivo funzionamento».

Infatti anche tali meccanismi di autodiagnosi sono come le altre parti degli strumenti di rilevazione della velocità sottoposte a deterioramento ed invecchiamento.

Pertanto con la sua decisione la Corte ha equiparato i controlli per tutti gli apparecchi, dichiarando l’illegittimità della norma che non prevede i controlli e la taratura periodica per tutti gli autovelox, ma solo per quelli “presidiati” dagli agenti.

Come andavano le cose fino ad ora?

La Corte Costituzionale con questa sentenza ha ribaltato quello che era ormai un orientamento consolidato della giurisprudenza e che portava quasi sempre al rigetto dei ricorsi fondati esclusivamente sull’eccezione della mancata taratura dell’autovelox.

Infatti, fino ad oggi, secondo questa orientamento della giurisprudenza, supportato anche dai principi fissati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il controllo periodico e la taratura era necessaria solo per i rilevatori di velocità lasciati sulla strada a funzionare in automatico e non per quelli impiegati sotto il controllo costante dagli operatori, ovvero le cosiddette postazioni mobili.

Se fino ad oggi la mancata taratura degli strumenti non era sufficiente per impugnare le multe fatte con autovelox mobili, come invece alcuni ti consigliavano solo per spillarti dei soldi, grazie a questa sentenza avrai una possibilità in più per ottenere l’annullamento della multa.

Come cambiano le cose ora?

Fino all’adeguamento da parte delle amministrazioni locali potrai  presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace e chiedere l’annullamento del verbale accertato con autovelox sollevando l’eccezione del difetto di taratura, infatti a far data dal deposito della predetta sentenza, sono ritenuti viziati di illegittimità costituzionale e dichiaratamente nulli, tutti gli accertamenti avvenuti con apparecchiature rilevatrici della velocità non sottoposte periodicamente a taratura e controllo della funzionalità metrica.

Fai molta attenzione, infatti, è vero che le autorità giudicanti – Prefetto o Giudice di Pace – dovranno tenere conto della nuova interpretazione fornita dalla Corte Costituzionale con la sentenza 113/2015, ma devi comunque inviare un ricorso che rispetti tutti i requisiti previsti dalla legge, perché l’assenza degli elementi richiesti comporta il rigetto del ricorso anche se fondato su validi elementi come nel caso di mancata taratura dell’autovelox, per questo motivo devi affidarti ad esperti che scrivono ogni giorno decine di ricorsi.

La Cassazione ribadisce quanto affermato dalla Corte Costituzionale: tutti gli autovelox devono essere sottoposti a tarature periodiche  

Con la sentenza n. 14543 del 6 aprile 2016 (depositata in cancelleria in data 15.07.2016) la Seconda Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione ha ribadito che per effetto della sentenza 113/2015 della Corte Costituzionale deve ritenersi valido il principio secondo cui:

Tutte le apparecchiature di misurazione della velocità (che è elemento valutabile e misurabile) devono essere periodicamente tarate e verificate nel loro corretto funzionamento, che non può essere dimostrato o attestato con altri mezzi quali le certificazioni di omologazione e conformità.

L’assenza di un obbligo di taratura dei dispositivi di rilevazione della velocità concretizzerebbe, secondo la Corte, un risultato paradossale per cui:

Una qualunque bilancia di un mercato rionale è soggetta a periodica verifica della taratura, nel mentre non lo è una complessa apparecchiatura, come quella per la verifica della velocità, che svolge un accertamento irripetibile e fonte di gravi conseguenze per il cittadino proprietario e/o conducente di veicolo.

In pratica le amministrazioni hanno il dovere di sottoporre a verifiche puntuali e costanti tutti gli autovelox, altrimenti non possono utilizzarli o, se lo fanno, le multe per eccesso di velocità sono nulle.

Tribunali e Giudici di Pace si attengono alla Sentenza della Corte Costituzionale e annullano i verbali per eccesso di velocità

Mentre si attende l’adeguamento dei Comuni alla nuova disciplina introdotta dalla sentenza della Corte Costituzionale, i Giudici di Pace si attengono a quanto affermato dalla sentenza 113/2015 annullando i verbali.

Questo è quello che ha fatto il Giudice di Pace di Vasto lo scorso 31 agosto il quale, con una delle prime sentenze successive all’intervento della Corte Costituzionale, ha annullato una multa notificata ad un conducente.

Il verbale è stato cancellato perché il Comune non ha dato prova di aver richiesto la taratura del dispositivo “Velomatic 512”, utilizzato per accertare l’infrazione.

Nella citata sentenza il Giudice di Pace di Vasto ha affermato che:

Deve essere accolta l’opposizione a sanzione amministrativa per l’infrazione al codice della strada consistente nell’eccesso di velocità rilevata dall’apparecchio elettronico laddove la Corte costituzionale con la sentenza 113/15 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 45 comma 6 C.d.S. così come interpretato dalla giurisprudenza di legittimità, laddove non prevede i controlli periodici per gli apparecchi elettronici che rilevano il superamento dei limiti di velocità sulle strade e nella specie l’ente impositore non ha dato prova di aver richiesto la taratura dell’apparecchio che in base ai documenti agli atti non risulta essere stato revisionato presso il sistema nazionale di taratura.

Più di recente il Tribunale di Benevento con la sentenza n. 154/2016 ha rigettato l’appello proposto dalla Prefettura avverso la sentenza del Giudice di Pace di Avellino che aveva accolto il ricorso dell’automobilista. Invero, il Giudice di Pace aveva dato pienamente ragione all’automobilista in virtù della “vetustà dell’omologazione” e della  “non fidefacenza dell’apparecchio autovelox”.

Quindi attualmente sussiste un obbligo di periodica taratura per tutti gli autovelox, senza alcuna esclusione

Come abbiamo già sottolineato la sentenza della Corte Costituzionale estende  l’obbligo di taratura periodica (anche) degli autovelox mobili al fine di garantire una maggiore di attendibilità della rilevazione.

Infatti per gli autovelox automatizzati (o fissi) erano già previste delle verifiche in base ai principi fissati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2005.

Questo non esclude che anche tali verbali possano essere nulli perché elevati mediante dispositivi non sottoposti a tali controlli, infatti molto spesso tali dispositivi non sono regolarmente tarati e verificati, quindi se hai ricevuto un verbale emesso con un autovelox automatizzato e vuoi una valutazione sulla sua regolarità richiedi la tua consulenza.

Per capire se il verbale è stato elevato da un autovelox “presidiato” o “automatizzato” in genere basta leggere il verbale, infatti, se l’infrazione è stata accertata dalla pattuglia si dovrebbe trattare di un autovelox presidiato, diversamente di una autovelox automatizzato, per il quel oltre ai riferimenti di legge che lo autorizzano dovrebbe esserci anche indicazioni sul tratto in cui è stato inserito.

Questo vale solo per le multe già elevate, poiché per quelle future i comuni dovranno allegare ai verbali elevati con autovelox anche gli estremi dell’attestazione indicate la data di ultima taratura eseguita, a pena di impugnazione da parte degli automobilisti sanzionati.

Chi può fare ricorso per far valere la decisione della Corte Costituzionale ed ottenere l’annullamento del verbale?

Sicuramente chi non ha ancora pagato la multa e chi è ancora nei termini per proporre ricorso.

Inoltre come confermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza 9972/2016 la pronuncia della Corte Costituzionale sulla base del cosiddetto effetto retroattivo è applicabile anche ai giudizi in corso ed iniziati prima del deposito della sentenza 113/2015.

Sempre sulla base del cosiddetto effetto retroattivo la decisione della Corte ha effetto anche per il passato, in particolare per le multe degli ultimi 10 anni, ma se la multa è già stata pagata è necessaria una causa civile per indebito arricchimento, la quale richiede costi e tempi più lunghi.

In conclusione

Le amministrazioni hanno il dovere di sottoporre a verifiche puntuali e costanti tutti gli autovelox, altrimenti non possono utilizzarli o, se lo fanno, le multe per eccesso di velocità sono nulle. E questo vale anche per gli apparecchi attivati manualmente dalla Polizia Stradale e per quelli provvisti di una sistema di “autodiagnosi”, poiché anche tali meccanismi  sono soggetti a deterioramento e invecchiamento.

Dalla pubblicazione della sentenza ad oggi abbiamo già assistito decine di automobilisti che avevano ricevuto verbali per eccesso di velocità emessi con autovelox privi dei requisiti obbligatoriamente richiesti a seguito dalla sentenza che abbiamo analizzato in questo articolo.

Se hai ricevuto una multa per eccesso di velocità clicca sul tasto “Si voglio la consulenza” per ricevere valutazione della tua situazione da parte di uno dei nostri esperti.

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