Si tratta di una bufala così radicata che porta alla proposizione di decine di ricorsi contro le multe per “mancata indicazione, sul retro del segnale verticale di prescrizione, degli estremi dell’ordinanza di apposizione ai sensi dell’articolo 77, comma 7, del regolamento di esecuzione del codice della strada” , ricorsi che rischiano di essere rigettati nel 99% dei casi.

Visto l’elevato numero di ricorsi presentati sulla base di questa motivazione non è raro che questi giungano fino alla Corte di Cassazione alla quale non resta che uniformarsi alle sue precedenti pronunce in merito.

Ciò si è verificato nuovamente con la sentenza 7709 del 5 febbraio 2016 (depositata in cancelleria il 19 aprile 2016) con la quale la Suprema Corte ha ribadito che:

In tema di segnaletica stradale, la mancata indicazione, sul retro del segnale di prescrizione, degli estremi della ordinanza di apposizione – come invece imposto dall’art. 77, comma 7, del Regolamento di esecuzione del codice della strada (d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e successive modificazioni) – non determina la illegittimità del segnale e, quindi, non esime l’utente della strada dall’obbligo di rispettarne la prescrizione, con l’ulteriore conseguenza che detta omissione non comporta l’illegittimità del verbale di contestazione dell’infrazione alla condotta da osservare (Cass. civ., sez. Seconda, sent. 20 maggio 2010, n. 12431).

Con questa sentenza la Corte ha rigettato il ricorso di un automobilista che contestava una multa per divieto di sosta appellandosi al fatto che dietro al relativo cartello mancava il richiamo all’ordinanza di autorizzazione.

Questa è solo l’ultima sentenza in ordine di tempo con la quale la Corte di Cassazione ha ribadito il suo orientamento sulla questione dell’indicazione degli estremi dell’ordinanza di apposizione sul retro del segnale.

Lo stesso principio era stato affermato nella sentenza n. 7125/2006 e successivamente nelle sentenze 9281/2006, n. 22674/2009 e 22771/2013.

Da dove nasce la convinzione che la mancata indicazione degli estremi dell’ordinanza sul retro del segnale determina la nullità del verbale?

L’art. 77, comma 7 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del C.d.S. prevede che sul retro del segnale devono essere chiaramente indicati:

■ L’ente o l’amministrazione proprietari della strada;

■ Il marchio della ditta che ha fabbricato il segnale e l’anno di fabbricazione;

■ Il numero dell’autorizzazione concessa dal ministero dei lavori pubblici alla ditta medesima per la fabbricazione dei segnali stradali;

■ Per i segnali di prescrizione, ad eccezione di quelli utilizzati nei cantieri stradali, devono essere riportati gli estremi dell’ordinanza di apposizione

E’ proprio l’errata interpretazione di tale ultima indicazione che ha generato la convinzione che l’assenza degli estremi dell’ordinanza sul retro del segnale determina la nullità della multa.

Il richiamato articolo si limita solo ad indicare le caratteristiche costruttive che i segnali devono possedere e pertanto la mancanza dell’indicazione degli estremi dell’ordinanza che autorizza l’installazione del segnale non determina l’inefficacia del segnale stesso.

Quanto detto è confermato dal fatto che quando il legislatore ha voluto collegare alla mancanza di elementi previsti dal Regolamento un effetto sulla validità del segnale lo ha fatto specificandolo, come nel caso del segnale di “passo carrabile” dove la mancata indicazione dell’Ente e degli estremi dell’autorizzazione comporta l’inefficacia del divieto.

Con la sentenza 6127/2008 la Suprema Corte aveva ribadito  che:

Le indicazioni prescritte dal regolamento sono finalizzate al controllo dell’ente pubblico per verificare che i segnali stradali vengano collocati su disposizione dell’autorità competente, e perciò non siano abusivi. Inoltre l’eventuale mancanza di quelle indicazioni sul retro non avrebbe determinato la nullità del cartello, giacché questa, per potere essere operante, deve sempre essere prevista, ma si sarebbe semmai trattato solamente di una mera irregolarità.

Le indicazioni previste dall’art. 77, comma 7, Reg. Esec. C.d.S. hanno quindi la sola finalità di consentire il controllo, da parte dell’amministrazione competente e dell’utente della strada, della provenienza del segnale e della sua legittima apposizione.

Sul punto la Corte di Cassazione con la Sentenza del 18 maggio 2000, n. 64741 ha sottolineato che:

L’art. 77, comma 7, reg. esec. c.d.s. non prevede che l’omissione delle indicazioni previste dalla stessa esima l’utente della strada dall’obbligo di rispettare la prescrizione espressa dal segnale. Quelle indicazioni hanno infatti lo scopo di controllare la regolarità della fabbricazione e collocazione del segnale; e di rimuovere quelli apposti da soggetti che siano privi del relativo potere o che lo abbiano esercitato in violazione delle disposizioni che ne fissano le modalità di esercizio.

Questa interpretazione è stata confermata anche dal Ministero dei Trasporti con la nota n. 3773 del 9 dicembre 2004  ha ribadito che

Le ordinanze hanno essenzialmente lo scopo di legittimare la collocazione dei segnali e per fissare termini di decorrenza del provvedimento connesso, anche in funzione dell’art. 37 del citato codice che, al comma 3, prevede il ricorso contro i provvedimenti e le ordinanze che dispongono o autorizzano la collocazione di segnaletica entro un termine che decorre proprio dallo stesso provvedimento.

L’utente della strada, ai sensi del comma 2 dell’art. 38 del Nuovo Codice della Strada è tenuto comunque al rispetto delle prescrizioni imposte con la segnaletica presente su strada, ed è soggetto alle eventuali conseguenze sanzionatorie, dal momento che i segnali, in quanto installati, esplicano comunque la loro funzione.

L’illegittimità della multa si ha solo quando il segnale è inidoneo ad assolvere la funzione che gli è stata assegnata ed in conseguenza di tale inidoneità l’automobilista non è in grado di osservare la norma espressa dal segnale.

Tale inidoneità si verifica ad esempio quando l’ente proprietario della strada ha collocato un segnale diverso da quello previsto dal codice della strada, mentre l’assenza degli estremi dell’ordinanza sul retro del segnale non dà luogo ad una difformità tale da rendere il cartello inidoneo a svolgere la propria funzione.

Per quale motivo anche se è chiaro che l’assenza degli estremi dell’ordinanza sul retro del segnale non rende nulla la multa su internet si trova chi afferma il contrario?

Questo accade perché le decisioni spesso contrastanti dei Giudici di Pace che annullano i verbali di accertamento e contestazione trovano di solito ampio risalto mediatico, al contrario di quelle di annullamento delle stesse pronunciate, puntualmente, dalla Corte di Cassazione.

Si, esistono delle sentenze che, nonostante il chiaro orientamento della Corte di Cassazione, annullano i verbali per assenza degli estremi dell’ordinanza sul retro del segnale – ad es. la sentenza del 26.02.2004 del Giudice di Pace di Roma.

Si tratta di poche e ormai datate sentenze, che tuttavia hanno avuto ampio risalto e che vengono spesso richiamate in articoli poco aggiornati o scritte da persone non specializzate nella materia dei ricorsi contro le multe.

In conclusione

Il precetto da rispettare è quello contenuto nel provvedimento che disciplina la circolazione ed il cartello stradale costituisce il mezzo con il quale si porta a conoscenza degli utenti l’avvenuta emanazione di quel provvedimento.

Pertanto le informazioni che ai sensi dell’art. 77, comma 7, del Regolamento di esecuzione del C.d.S., devono essere riportate sul retro del segnale assolvono alla sola finalità di consentire il controllo, da parte dell’amministrazione competente e dell’utente della strada, della provenienza del segnale e della sua legittima apposizione, con lo scopo di impedire che siano apposti segnali non regolamentari ossia non conformi alle specifiche tecniche richieste.

Se fosse valida l’interpretazione che circola in rete i segnali sull’intero territorio nazionale sarebbero tutti illegittimi, per assenza degli estremi dell’ordinanza sul retro del segnale, poiché dopo poco tempo di esposizione agli agenti atmosferici le scritte sul retro tendono a sbiadire o a divenire poco visibili.

Dopo aver letto questo articolo sai quali sono gli attuali orientamenti in materia, se vuoi affidare l’esame del tuo verbale ad esperti del settore senza rischiare di affidarti al ricorso “fai da te” clicca sul tasto “Si, Voglio la consulenza” ed in nostri esperti valuteranno il tuo verbale individuando i motivi per fare ricorso contro la multa.