Hai ricevuto una multa e vuoi presentare ricorso al Prefetto?

Riceviamo ogni giorno attraverso il nostro servizio di consulenza richieste sulla possibilità di presentare ricorso al Prefetto contro i verbali per violazioni del Codice della Strada.

In questo articolo analizzeremo i vari aspetti da prendere in considerazione per valutare la possibilità di presentare un ricorso al Prefetto.

Quali sono le condizioni essenziali per presentare ricorso al Prefetto

Per poter presentare ricorso contro il verbale devo sussistere due condizioni:

■ Non deve essere stato effettuato il pagamento della multa

■ Non deve essere decorso il termine per la presentazione del ricorso

Entro quanto tempo si può presentare il ricorso al Prefetto

Il ricorso al Prefetto contro il verbale va proposto entro 60 giorni dal momento in cui il trasgressore ha avuto notizia della contravvenzione, quindi questo termine decorre da un momento diverso a seconda della modalità con cui si viene a conoscenza del verbale.

In particolare, il termine di 60 giorni per l’invio del ricorso al Prefetto decorre:

In caso di contestazione immediata dallo stesso giorno in cui l’automobilista è stato fermato dalla polizia, dai carabinieri o dagli agenti di polizia locale.

In caso di contestazione differita il termine decorre dalla data di notifica del verbale che deve avvenire entro 90 giorni dalla violazione, se la notifica avviene oltre questo termine il verbale può essere impugnato per tale motivo.

Con riferimento alla contestazione differita è necessario fare delle ulteriori precisazioni per il caso in cui al momento della consegna il destinatario o una delle persone che per legge possono ricevere l’atto non siano presso il domicilio.

Infatti per questa ipotesi il nostro ordinamento prevede un meccanismo particolare per la notifica degli atti, che prevede un procedimento diverso a seconda del soggetto che esegue la notificazione.

Questo meccanismo fa si che la notifica possa perfezionarsi anche senza che l’atto sia materialmente ricevuto dal destinatario, nello specifico:

Quando la notificazione è eseguita dagli organi di polizia o messi comunali: l’atto da notificare viene depositato presso la casa comunale del luogo di residenza e affisso al relativo albo pubblico. Il notificatore affigge un avviso del deposito sulla porta dell’abitazione, ufficio o azienda, in busta chiusa e sigillata.

Del deposito presso la casa comunale viene data comunicazione con una raccomandata, decorsi 10 giorni dalla spedizione di tale raccomandata la notifica deve considerarsi perfezionata, indipendentemente dal ricevimento della stessa.

Quando la notificazione avviene attraverso il servizio postale: l’addetto alla consegna lascia un avviso al destinatario mediante affissione alla porta d’ingresso (più di frequente mediante l’immissione di un avviso di deposito nella cassetta postale) e deposita il plico presso l’ufficio postale. Successivamente al deposito l’ufficio postale viene inviata una raccomandata con avviso di ricevimento con cui ti viene comunicato l’avvenuto deposito (la cosiddetta C.A.D., ovvero la comunicazione di avvenuto deposito).

Trascorsi 10 giorni dalla data di spedizione della C.A.D. senza che il destinatario o un suo incaricato abbia provveduto al ritiro del verbale, l’avviso di ricevimento della raccomandata che contiene l’atto, viene restituito al mittente e l’atto si intende regolarmente notificato per “compiuta giacenza”.

Come si presenta il ricorso al Prefetto contro la multa

Il ricorso va inviato mediante raccomandata con ricevuta di ritorno (usando il nostro servizio si ricevono anche le indicazioni su come e quando spedire la raccomandata contenete il ricorso).

Per la verifica del rispetto del termine di 60 giorni per l’invio del ricorso al Prefetto fa fede il timbro postale di invio della raccomandata, ossia il momento in cui viene consegnata all’ufficio postale per la spedizione.

Quanto al destinatario del ricorso, la raccomandata può essere indirizzata direttamente alla prefettura o al comando che ha emesso il verbale.

La scelta del soggetto a cui inviare il ricorso incide sul termine entro il quale il Prefetto dovrà rispondere, in particolare nel secondo caso, come vedremo a breve, il termine per la risposta da parte del Prefetto sarà più lungo poiché quest’ultimo dovrà inviare gli atti all’organo accertatore e ottenere da questo le relative informazioni.

Il ricorso può essere inviato anche tramite posta elettronica certificata (PEC), in questo caso si dovrà allegare il ricorso sottoscritto con firma digitale, oppure la copia del ricorso – acquisita mediante scanner – e recante la firma autografa del ricorrente.

L’indirizzo di posta elettronica certificata deve essere intestato al ricorrente, quindi non è possibile inviare il ricorso attraverso la PEC di un familiare, mentre è possibile l’invio attraverso la PEC di un avvocato, ma in questo caso il ricorso dovrà essere firmato dal legale munito di apposita procura.

Entro quanto tempo il Prefetto deve pronunciarsi sul ricorso

Come anticipato, i termini per la risposta del Prefetto al ricorso variano a seconda che l’atto sia inviato direttamente al Prefetto o all’organo che ha emesso la sanzione per violazione al Codice della Strada.

Se il ricorso viene inviato direttamente al Prefetto la decisione deve essere emessa entro 210 giorni dalla ricezione degli atti.

Se il ricorso viene inviato direttamente all’organo che ha elevato il verbale il Prefetto deve decidere entro 180 giorni dalla ricezione del ricorso, per questo stesso motivo è sempre consigliabile proporre il ricorso per il tramite dell’organo che ha elevato la contravvenzione e non direttamente al prefetto;

La richiesta di audizione personale del ricorrente

Quando si presenta il ricorso al Prefetto, è possibile chiedere l’audizione personale, cioè  si può chiedere di essere convocati presso gli uffici della Prefettura per poter esporre le proprie ragioni.

La mancata convocazione del ricorrente che ha avanzato la richiesta non rende nulla l’ordinanza di ingiunzione del Prefetto, anche se online tale mancanza viene ancora, da molti, indicata come motivo di nullità dell’ordinanza.

Infatti con la sentenza n.1786 del 28.1.2010 la Cassazione a Sezioni Unite ha affermato che la mancata audizione dell’interessato che ne abbia fatto richiesta in sede amministrativa non comporta la nullità dell’ordinanza ingiunzione, perché il trasgressore ha la possibilità di rilevare tali ragioni in sede giurisdizionali.

Quindi la mancata audizione del ricorrente non determina la nullità dell’ordinanza d’ingiunzione, ma la richiesta di audizione produce effetti sul termine entro il quale il Prefetto è chiamato a rispondere.

Infatti, se il ricorrente ha chiesto di essere convocato per essere ascoltato, il termine è sospeso dal momento della convocazione fino al momento delle effettiva audizione.

Per questo motivo consigliamo di non richiedere l’audizione personale (salvo rari casi in cui l’audizione può incidere sull’esito del ricorso), infatti si finirebbe per concedere al prefetto ulteriori giorni per decidere riducendo le probabilità che i termini siano sforati.

Per completezza va ricordato che, poiché il valore delle decisioni della Cassazione non è quello del “precedente vincolante” il principio enunciato dalle Sezioni Unite della Cassazione, seppur autorevole, non è vincolante per i giudici, che potrebbero discostarsi dal medesimo (come ad esempio il Giudice di Pace di Palermo nella sentenza del 12.03.2010)

Cosa accade se il Prefetto non risponde nei termini di Legge

Se la decisione del Prefetto nei termini che abbiamo appena indicato il ricorso è da considerare accolto per effetto del cosiddetto silenzio assenso.

Cosa accade se il Prefetto rigetta il ricorso

Se il Prefetto rigetta il ricorso contro la multa, emette un’ordinanza con la quale ingiunge il pagamento di una sanzione pecuniaria pari al doppio della cifra indicata sul verbale.

Il cittadino che ritenga comunque fondate le proprie ragioni, può sempre riproporle di fronte al giudice di pace presentando un ricorso avverso l’ordinanza del Prefetto.

Una volta emessa, l’ordinanza essa deve essere notificata al ricorrente entro il termine di 150 giorni.

Qualora questo termine non sia rispettato, l’ordinanza è nulla e può essere impugnata dinanzi al Giudice di Pace, entro 30 giorni dalla notifica.

In conclusione

Abbiamo illustrato come presentare ricorso al prefetto contro una multa,  tuttavia, una parola di avvertimento – solo il fatto di sapere come presentare il ricorso non garantisce l’accoglimento dello stesso.

Questo perché, prima di procedere con il ricorso, è necessario valutare con attenzione se sussistono le motivazioni per presentare il ricorso al Prefetto.

Infatti se da un lato il ricorso al Prefetto contro la multa consente di agire senza affrontare particolari  spese – se non quella necessaria per l’invio della raccomandata, se non si consegna a mano il ricorso – dall’altro i Prefetti tendono ad assecondare le ragioni dell’Organo accertatore, cioè a dare torto al ricorrente e per questo motivo è consigliabile preferire il ricorso al Giudice di Pace in tutti quei casi in cui l’invalidità del verbale non sia assolutamente macroscopica.

Questo significa che ogni situazione necessita di una valutazione specifica, quindi se sei intenzionato a proporre ricorso contro una multa prima di procedere richiedi una valutazione della tua situazione ai nostri esperti, cliccando sul tasto “Si, voglio la consulenza” che trovi qui sotto.

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