In questo articolo vedremo per quale motivo è possibile ottenere l’annullamento della multa con autovelox per mancata omologazione dei dispositivi.

Omologazione dell’autovelox e approvazione dell’autovelox: le differenze

La necessità di effettuare questo chiarimento è di fondamentale importanza, poiché i termini
omologazione e approvazione sono spesso utilizzati in modo promiscuo come se fossero dei sinonimi.

Il Giudice di Pace di Milano con la sentenza depositata in data 11 febbraio 2019 ha chiarito che:

L’uso promiscuo ed alternativo dei termini omologazione/ approvazione è solamente apparente, trattandosi di due procedure diverse che giungono a differenti provvedimenti conclusivi”

Nella sua analisi lo stesso giudice ha chiarito che la scelta dei due termini ha un significato ben preciso e che questa differenza può essere evidenziata analizzando l’art. 192 del Regolamento di attuazione del Codice della Strada (la legge che accompagna il Codice e specifica tutti i dettagli tecnici ad esso legati), il quale descrive le procedure per l’ottenimento dell’omologazione e dell’approvazione.

Nello specifico dalla lettura dell’art. 192 del Regolamento emerge che l’omologazione consiste nell’accertamento della corrispondenza e dell’efficacia dell’oggetto di cui si chiede l’omologazione con le regole previste dallo stesso Regolamento.

Mentre l’approvazione concerne la richiesta relativa a elementi per i quali il regolamento non stabilisce le caratteristiche fondamentali o particolari prescrizioni.

Pertanto l’uso promiscuo ed alternativo dei termini omologazione ed approvazione è solo apparente, poiché si tratta di due procedure diverse che portano all’emissione di due provvedimenti conclusivi diversi tra loro.

Va detto che la distinzione non si rileva solo sotto il profilo della procedura, ma anche sulla finalità perseguita con le due procedure.

Nel caso dell’approvazione sono richiesti dei requisiti meno stringenti, per accertamenti che richiedono una minore precisione, mentre nel caso dell’omologazione sono previste delle verifiche di corrispondenza a determinati caratteristiche più stringenti, vincoli fissati nell’interesse dei cittadini e per tutelare il diritto di difesa.

Chi deve omologare gli autovelox e altri apparecchi di rilevazione della velocità

Poiché i dispositivi di misurazione della velocità sono di fatto misuratori di intervallo di tempo, questi sono assoggettabili alla legge 273/91, che istituisce il sistema nazionale di taratura ed affida il compito di effettuare tali verifiche al comitato centrale metrico, presieduto dal Ministro dell’industria, commercio e artigianato (oggi Ministero dello Sviluppo economico o MiSE).

Infatti anche se la grandezza della velocità non è una misura di base del SI (sistema internazionale) questa è una grandezza derivata in quanto risulta determinata tramite un calcolo velocità = spazio/tempo e dunque assoggettabile alla citata legge.

Pertanto, alla luce di quanto detto, l’omologazione degli autovelox spetta al Ministero per lo Sviluppo Economico (MiSE).

Va inoltre specificato che l’omologazione noi riguarda ogni singolo dispositivo, come chiarito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 15042 del 7.07.2011:

(…) la necessità di omologazione dell’apparecchiatura di rilevazione automatica, ai fini della validità dell’accertamento, va riferita al singolo modello e non al singolo esemplare

Mentre le singole apparecchiature, come previsto dall’art. 345 del Regolamento di attuazione del Codice della Strada, devono essere approvate dal Ministero dei lavori pubblici (oggi Mit – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).

L’approvazione come detto è un atto attraverso il quale il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti autorizza l’uso di apparecchiature già omologate dal Ministero dello Sviluppo economico, al quale tale attività è affidata dalla Legge.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è infatti tenuto ad emettere solo il documento di approvazione delle singole apparecchiature prodotte, poiché non essendo in grado di svolgere tutti i controlli sugli strumenti di rilevazione della velocità (autovelox, tutor e telelaser) prodotti ed in commercio.

Per quale motivo le multe per eccesso
di velocità accertate con autovelox non omologato possono essere annullate

Come detto l’art. 142 del Codice della Strada al comma 6 prevede che:

Per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate, anche per il calcolo della velocità media

Quindi le apparecchiature di rilevazione della velocità (autovelox, telelaser e tutor) per poter essere legittimamente utilizzate devono essere sottoposte alla procedura di omologazione prevista dall’art. 192 del Regolamento di attuazione del codice della Strada.

Come ribadito dal Giudice di Pace di Alessandria con la sentenza n. 64 del 12 marzo 2019, nella quale si precisa che:

Ogni diversa procedura, adottata difformemente allo schema legislativamente previsto per tale tipo di apparecchiatura, debba ritenersi illegittimo in quanto inidoneo a conferire certezza ai rilevamenti

Sull’illegittimità delle multe emesse con autovelox non omologato si era precedentemente espresso il Giudice di Pace di Padova con la sentenza n. 1731 del 28 novembre 2018 secondo il quale quando:

Gli accertamenti risultano essere stati effettuati da apparecchiatura priva di valida omologazione difetta quindi una condizione di legittimità del procedimento di accertamento della violazione, ovvero l’accertata conformità dell’apparecchiatura alle disposizioni del cds, che si riverbera come vizio dell’intera procedura amministrativa sanzionatoria

La maggior parte delle apparecchiature autovelox in circolazione sono prive di omologazione, molte di queste risultano semplicemente approvate sulla base di una Determina Dirigenziale la quale – come abbiamo già visto – certifica che lo strumento ha i requisiti minimi per essere utilizzato in conformità al codice della strada, ma questa non corrisponde ad un’omologazione dell’autovelox

Inoltre se se sollevano dubbi sull’omologazione dei dispositivi usati per rilevare la velocità l’amministrazione deve produrre la documentazione attestante l’omologazione dell’autovelox.

Come chiarito dal Giudice di Pace di Vercelli con la sentenza n. 129 del 19 aprile 2019 se non viene fornita “prova della legittimità dell’apparecchiatura per il controllo della velocità, asseritamente descritta come debitamente omologata” il ricorso va accolto. 

In conclusione

L’autorizzazione che il Ministero dei trasporti concede alle singole apparecchiature, e di cui sono dotati i principali autovelox utilizzati per accertare le violazioni, deve seguire l’omologazione che il Ministero dello Sviluppo Economico concede al modello generale.

E’ possibile affermare che un autovelox semplicemente “approvato” (e non anche “omologato”) non può essere utilizzato per l’accertamento delle violazioni ai limiti di velocità.

Questo significa che la multa elevata con un autovelox non omologato è annullabile, poiché non è possibile utilizzare le risultanze della rilevazione per contestare la violazione dei limiti di velocità.

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