La Corte Costituzionale con la sentenza n. 113 depositata il 18 giugno 2015 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, del Codice della Strada, “nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura”.

Con la sua decisione  la Corte Costituzionale ha equiparato i controlli per tutti gli apparecchi, dichiarando l’illegittimità della norma che non prevede i controlli e la taratura periodica per tutti gli autovelox, ma solo per quelli “presidiati” dagli agenti – cioè per gli autovelox fissi.

Infatti per gli autovelox automatizzati (o fissi) erano già previste delle verifiche in base ai principi fissati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2005 a integrazione del decreto ministeriale del 29 ottobre 1997.

Quindi la sentenza della Corte Costituzionale ha esteso  l’obbligo di taratura periodica (anche) degli autovelox mobili al fine di garantire una maggiore di attendibilità della rilevazione.

Con la sentenza n. 14543 del 6 aprile 2016 la Corte di Cassazione ha ribadito che per effetto della sentenza 113/2015 della Corte Costituzionale che:

Tutte le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere periodicamente tarate per verificare il loro corretto funzionamento, che non può essere dimostrato o attestato con altri mezzi, quali le certificazioni di omologazione o di conformità

Questo orientamento è stato recepito ed applicato da numero Giudici di Pace e Tribunali sull’intero territorio nazionale.

Pertanto è possibile affermare che le amministrazioni per poter utilizzare i dispositivi autovelox devono sottoporli a regolari verifiche e revisioni, altrimenti le multe per eccesso di velocità sono nulle

Ogni quanto va effettuata la taratura dell’autovelox?

Come detto la Corte Costituzionale ha stabilito l’obbligo di taratura periodica per tutti gli autovelox, ma questa non ha stabilito ogni quanto tempo devono essere effettuate tali verifiche di funzionalità e taratura.

La questione è stata affrontata dal Tribunale di Treviso in funzione di Giudice d’Appello che con la sentenza 2670 del 3 novembre 2016, con la quale ha confermato l’annullamento di un verbale emesso con autovelox che risultava tarato più di un anno prima rispetto alla rilevazione dell’infrazione.

Secondo il Tribunale anche se la Corte Costituzionale nello stabilire l’illegittimità costituzionale dell’art. 45 comma 6 del Codice della Strada, non ha indicato l’intervallo temporale entro il quale le amministrazioni devono procedere alla periodica taratura dell’autovelox è evidente che per stabilire tale termine è necessario fare riferimento alla “norma tecnica”.

Nello specifico il Tribunale confermava l’annullamento del verbale affermando che:

L’accertamento deve considerarsi invalido perché eseguito sulla base di un apparecchiatura sottoposta a revisione oltre un anno prima dell’accertamento, in spregio alla prescrizione contenuta nel manuale di utilizzo dello stesso autovelox che prevede affinché l’apparecchiatura possa ritenersi conforme nel tempo ai requisiti per l’utilizzazione, debba essere sottoposta ogni anno a taratura

Quindi secondo la sentenza del tribunale di Treviso per stabilire ogni quanto tempo l’autovelox deve essere sottoposto a taratura è necessario fare riferimento al manuale di utilizzo del dispositivo.

Stando alla maggioranza dei manuali d’istruzione per gli autovelox in uso, per garantire i requisiti di conformità del dispositivo di rilevazione della velocità la taratura deve essere effettuata ogni anno.

Questa interpretazione fornita dalla giurisprudenza è stata ritenuta valida e recepita nel Decreto Ministeriale n 282 del 13 giugno 2017, il quale prevede che:

Dopo un anno dalla esecuzione della verifica iniziale di taratura, e successivamente con cadenza almeno annuale, su ogni dispositivo o sistema dovranno essere eseguite le verifiche di funzionalità e di taratura

Lo stesso Decreto specifica le operazioni di taratura dell’autovelox devono essere eseguite da un soggetto terzo, ovvero anche dal produttore o dall’utilizzatore, a condizione che siano accreditati da Accredia o da altri organismi di accreditamento.

Quando è possibile contestare la multa emessa con autovelox non tarato o con certificato di taratura “scaduto”

Come abbiamo visto la taratura dell’autovelox deve avvenire ogni anno e la mancata esecuzione di tale adempimento da parte dell’amministrazione rende il verbale illegittimo e quindi annullabile.

Di tale operazione, generalmente affidata ad una ditta esterna, deve essere redatto un verbale, che la pubblica amministrazione deve conservare.

Pertanto qualora nel verbale notificato all’automobilista è assente l’indicazione relativa alla taratura del dispositivo, oppure è indicato un certificato emesso oltre un anno prima della rilevazione dell’infrazione, si potrà presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di pace contestando la mancata taratura dell’autovelox.

In questo caso spetterà all’amministrazione documentare l’avvenuta taratura dello strumento o, quanto meno, di indicarne gli estremi dettagliati (data, ditta che ha eseguito le operazioni, eventuali numeri identificativi della certificazione rilasciata) nella comparsa di risposta o nella relazione di servizio dell’organo accertatore che di norma viene allegata al fascicolo.

Ma attenzione, sulla base di quanto detto, alla Pubblica Amministrazione non basterà esibire un certificato di taratura qualsiasi, ma dovrà fornire un certificato di taratura risalente a non più di un anno prima della data dell’infrazione.

Come deve essere indicata nel verbale la regolare taratura dell’autovelox

E’ necessario che gli estremi del certificato di taratura siano indicati nel verbale notificato?Oppure è sufficiente un richiamo allo svolgimento delle operazioni di taratura dell’autovelox?

Non essendosi ancora formata un giurisprudenza significativa sull’argomento non è possibile dare una risposta definitiva, infatti si riscontrano diversi orientamenti sul punto.

Un orientamento minoritario è quello al quale si rifà la sentenza 5 maggio 2016 del Giudice di Pace di Corleone in cui si afferma che le certificazioni di taratura periodica degli autovelox non solo si pongono come presupposti di validità dei verbali di accertamento, ma addirittura ne dovrebbero far parte integrante.

In un precedente articolo, sui motivi di ricorso contro una multa, abbiamo intervistato il Dott. Alberto Rossi, Giudice di Pace di Roma e Segretario generale dell’Unione italiana giudici di pace, il quale ha affermato che la certificazione a verbale dell’avvenuta “taratura” dovrebbe ritenersi sufficiente, salvo che il ricorrente sollevi una specifica eccezione.

In questo caso come detto ricade sulla pubblica amministrazione l’onere di documentare l’avvenuta taratura dello strumento nella comparsa di risposta se il ricorso è presentato al Giudice di Pace o nella relazione di servizio dell’organo accertatore che di norma viene allegata al fascicolo, quando il ricorso è presentato al Prefetto.

In conclusione

Come detto a seguito della sentenza 113/2015 della Corte Costituzionale ha stabilito un obbligo di taratura per tutti i dispositivi autovelox (sia in postazione fissa che mobile).

Pertanto gli enti che usano autovelox hanno il dovere di sottoporre a periodiche tali dispositivo, altrimenti non possono utilizzarli o, se lo fanno, le multe per eccesso di velocità sono nulle.

Inoltre tali verifiche, sulla base dell’interpretazione fornita dal Tribunale di Treviso nella sentenza 2670/2016  tale verifica deve essere effettuata con la cadenza indicata nel manuale di utilizzo del dispositivo.

E stando alla maggioranza dei manuali d’istruzione per gli autovelox in uso, per garantire i requisiti di conformità del dispositivo di rilevazione della velocità la taratura deve essere effettuata ogni anno.

In caso di ricorso sarà la pubblica amministrazione a dover fornire la prova di aver sottoposto gli strumenti ai controlli dovuti producendo le attestazione della ditta autorizzata ad effettuare la taratura dell’autovelox.

Dalla pubblicazione della sentenza ad oggi abbiamo già assistito decine di automobilisti che avevano ricevuto verbali per eccesso di velocità emessi con autovelox privi dei requisiti richiesti e che abbiamo analizzato in questo articolo.

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