E vero che spesso la segnaletica è poco visibile, contraddittoria e occultata, ma bisogna dire che molto spesso si fa un uso strumentale di queste situazioni per cercare un “appiglio” per contestare la multa.

Infatti molto spesso quando ti rivolgi ad un legale o a qualche servizio online ti viene detto che il cartello “poco visibile” è un motivo che ti farà vincere il ricorso solo per farti pagare il servizio.

Con questo articolo cerchiamo di fare un po di chiarezza sulla possibilità di proporre ricorso per “segnaletica poco visibile”.

Perché tu possa contestare una multa non è sufficiente solo una “segnaletica poco visibile”, ma è necessario che il difetto sia tale da escludere la responsabilità del conducente, che pur adottando la diligenza richiesta dal caso non può percepire il cartello o il suo significato.

Questo significa che minime differenze di dimensione, rifrangenza e posizionamento non sono idonee ad escludere la responsabilità.

Infatti in questi casi il cartello continua a svolgere la propria funzione di pubblicizzare il contenuto di un’ordinanza.

Quindi quando è possibile contestare la multa per segnaletica poco visibile?

Si può parlare di segnaletica verticale (ossia i cosiddetti cartelli stradali) illegittima quando il segnale è inidoneo ad assolvere la funzione che gli è stata assegnata, in conseguenza di tale inidoneità l’automobilista che nel rispetto dei limiti prescritti per il tratto specifico di strada e tenuto conto di una vista ordinaria (tale, cioè, da consentire il superamento dei test fisici per la patente o il rinnovo della stessa) non è in grado di osservare la norma espressa dal segnale.

Facciamo alcuni esempi in cui la segnaletica può considerarsi illegittima:

■ Quando l’ente proprietario della strada ha posizionato un segnale diverso da quello previsto dal codice della strada, cioè un segnale non idoneo a svolgere la funzione che gli è stata assegnata

■ Quando la segnaletica stradale è poco visibile o confusa, al punto da rendere incomprensibili e poco intuibili, a prima vista, gli obblighi previsti dalla stessa, la multa e’ da considerarsi nulla.

■ Quando la segnaletica è accalcata o confusionaria, cioè quando i cartelli sono coperti l’uno dall’altro e hanno dimensioni diverse, tanto da indurre il conducente in errore .

Con questa motivazione il Giudice di Pace di Firenze con sentenza 1154/14 ha dichiarato nulla una multa (nel caso analizzato dal Giudice di Pace, nella sentenza richiamata, il cartello con l’indicazione “corsia riservata mezzi pubblici di trasporto” era poco visibile, perché posto sopra ad un cartello completamente differente, quello della ZTL, con eccezione dei residenti).

■ Quando il cartello è stato scarabocchiato con spray e graffiti, tanto da renderne illeggibile il contenuto.

■ Quando il cartello è stato scolorito dagli agenti atmosferici e dal sole, tanto da renderlo non leggibile.

■ Quando il cartello stradale è coperto dalla vegetazione attorno (la copertura deve essere tale da renderne impossibile la comprensione, quindi qualche foglia che copre il cartello non lo rende illeggibile).

La segnaletica verticale non è illegittima quando sul retro della stessa manca l’indicazione degli estremi dell’ordinanza di apposizione

Diversamente da quanto viene affermato in molti siti, la mancanza dell’indicazione degli estremi dell’ordinanza di apposizione sul retro del segnale non determina la nullità della multa.

Infatti il precetto da rispettare è quello contenuto nel provvedimento che disciplina la circolazione, il cartello stradale costituisce il mezzo con il quale si porta a conoscenza degli utenti l’avvenuta emanazione di quel provvedimento.

Pertanto come è stato ribadito numerose volte dalla Corte di Cassazione:

In tema di segnaletica stradale, la mancata indicazione, sul retro del segnale di prescrizione, degli estremi della ordinanza di apposizione – come invece imposto dall’art. 77, comma 7, del Regolamento di esecuzione del codice della strada (d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e successive modificazioni) – non determina la illegittimità del segnale e, quindi, non esime l’utente della strada dall’obbligo di rispettarne la prescrizione, con l’ulteriore conseguenza che detta omissione non comporta l’illegittimità del verbale di contestazione dell’infrazione alla condotta da osservare (Cass. civ., sez. Seconda, sent. 20 maggio 2010, n. 12431, sul punto anche Cass. sent. 7709/2016).

Pertanto le informazioni che ai sensi dell’art. 77, comma 7, del Regolamento di esecuzione del C.d.S., devono essere riportate sul retro del segnale assolvono alla sola finalità di consentire il controllo, da parte dell’amministrazione competente e dell’utente della strada, della provenienza del segnale e della sua legittima apposizione, con lo scopo di impedire che siano apposti segnali non regolamentari ossia non conformi alle specifiche tecniche richieste.

Se ad essere poco visibile è la segnaletica orizzontale?

Molti tra i verbali che riceviamo attraverso il nostro servizio di consulenza riguardano multe per divieto di sosta e molto spesso, a sostegno delle loro ragioni, i nostri lettori ci inviano anche delle foto che mostrano le cosiddette strisce blu “scolorite” dall’usura oppure da qualche intervento sul manto stradale.

In questi casi, diversamente da quanto viene affermato, la multa è annullabile solo in assenza della segnaletica verticale.

Questa conclusione è stata affermata da una sentenza della Corte di Cassazione (12 gennaio 2012, n. 339), con la quale quest’ultima ha “cassato” la sentenza con cui il Tribunale di Latina aveva accolto l’opposizione a sanzione amministrativa, avanzata da un automobilista che era stato multato per aver sostato “nello spazio riservato a veicoli per persone invalide”, in presenza di irregolarità delle strisce delimitanti l’area di sosta.

Secondo la Suprema Corte, infatti, in materia di sanzioni amministrative per violazione del Codice della Strada, se esiste sul luogo la segnalazione verticale di divieto, è irrilevante la scarsa visibilità di quella orizzontale, vista la prevalenza, ai sensi dell’art. 38, comma 2, C.d.S., delle prescrizioni dei segnali verticali.

Come contestare la multa per segnaletica poco visibile?

Per dimostrare l’impossibilità di percepire correttamente il cartello ed il suo significato, pur adottando la diligenza del caso, è necessario fornire una prova dell’inidoneità del segnale a raggiungere il suo scopo.

La prova può essere fornita sia per mezzo di testimoni che attraverso la documentazione fotografica.

In questo secondo caso si deve datare la fotografia, infatti la semplice foto potrebbe essere facilmente contestata poiché non vi è certezza della data in cui la stessa è stata scattata.

Questo significa che si deve dimostrare che in un dato momento il segnale presentava uno dei vizi che abbiamo indicato, per offrire questa prova è possibile scattare una foto al cartello con il quotidiano del giorno.

In caso di documentazione fotografica il consiglio è quello di scattare la foto quanto prima, poiché il cartello potrebbe essere regolarizzato in un momento successivo all’accertamento dell’infrazione.

In conclusione

Hai appena scoperto quando è possibile contestare una multa perché la segnaletica è poco visibile. Ciò significa che ora sai come comportarti in una situazione di questo tipo.

Riassumiamo velocemente quello che hai imparato in questo articolo:

■ Hai scoperto quali sono i casi in cui è possibile impugnare una multa per segnaletica poco visibile

■ Hai scoperto che diversamente da quanto dicono alcuni esperti l’assenza sul retro del segnale degli estremi dell’ordinanza di apposizione non determina la nullità del verbale

■ Inoltre hai scoperto che se ad essere poco visibile è la segnaletica orizzontale, puoi impugnare il verbale solo se manca la segnaletica verticale.

Se hai ricevuto una multa e dopo aver letto questa guida ritieni che sia ingiusta perché la segnaletica era poco visibile clicca il pulsante “Si voglio la consulenza” e ti forniremo una valutazione del tuo verbale che ti eviterà di regalare soldi a sedicenti esperti.

Ricorda che il verbale analizzato da occhi esperti, che valutano ogni giorno decine di verbali, può rivelare motivi di nullità ulteriori rispetto alla sola “segnaletica poco visibile”.

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