Secondo la nuova bufala in materia di multe stradali, dal primo maggio, sarebbe entrato in vigore un fantomatico nuovo Codice della Strada che prevedrebbe il ritiro immediato della patente per guida con il cellulare e una multa fino a 680 euro.

Quali novità saranno introdotte secondo la catena diffusa attraverso i vari social:

“Vi comunico – si legge nel messaggio – che a partire da maggio entrerà in vigore il nuovo codice della strada. Oggi è stato approvato l’articolo più pesante ed era anche giusto. Cioè vi spiego chiunque verrà sorpreso alla guida del veicolo anche se è fermo ai semafori o agli stop con il cellulare o altri apparecchi. La sanzione e la seguente, ritiro della patente immediata e la multa parte da 180 euro fino a 680 euro. Quindi state molto attenti organizzativi con i viva voce. Credo sia utile diffondere. Buongiorno”

Si tratta di un bufala fino ad oggi, infatti un provvedimento del genere potrebbe arrivare nei prossimi mesi, ma non in un nuovo Codice della Strada, il cui disegno di legge è fermo in Parlamento da quasi quattro anni.

Cosa c’è di vero nella bufala sul ritiro immediato della patente per guida con il cellulare

La notizia si fonda su un allarme lanciato dalla Polizia Stradale alla vigilia dell’esodo pasquale, la quale ha evidenziato che la distrazione alla guida comporta un innalzamento del rischio di essere coinvolti in un incidente stradale e quindi è necessario contrastare l’uso scorretto di smartphone in auto.

Secondo un sondaggio della rivista Altroconsumo sui fattori di rischio più frequenti che causano incidenti stradali è emerso che avere una guida cosiddetta “multitasking” a causa dei dispositivi elettronici è il comportamento che aumenta di più il rischio di essere coinvolti in un incidente, rispetto a chi guida con attenzione il rischio è più elevato dell’83%.

Ma il dato più interessante è che all’interno di questo 83% il 26% commette questa infrazione come trasgressore cronico, ovvero adotta questi comportamenti con costanza.

Alla luce di questo fenomeno il viceministro dei Trasporti ha aperto alla possibilità di adottare un provvedimento per contrastare la diffusione del fenomeno dell’uso del cellulare durante la guida che è responsabile di molti incidenti stradale nel nostro paese.

Nello specifico il viceministro ha sottolineato che:

“A chi fa uso durante la guida di telefoni cellulari, smartphone o apparecchi simili occorre applicare sanzioni più severe fino a prevedere la sospensione della patente di guida per un periodo determinato (…) Sono emersi interessanti suggerimenti per completare il lavoro in corso sulla sicurezza stradale sui quali avviare un confronto con il ministero degli Interni”

Va rilevato che nel tempo sono stati proposti diversi disegni di Legge nei quali si proponeva l’inasprimento delle sanzioni per i guidatori sorpresi ad usare il cellulare.

L’ultimo in ordine di tempo è il Disegno di Legge, su iniziativa del Senatore Nencini (membro della Commissione Lavori Pubblici del Senato e vice presidente del Gruppo Misto) il quale mira ad introdurre il divieto di utilizzare alla guida “smartphone, computer portatili, notebook, tablet, videogiochi e dispositivi analoghi”.

Per tutti coloro che verranno sorpresi a usare questi strumenti il disegno di legge prevede un inasprimento delle sanzioni e sospensione della patente di guida già alla prima infrazione (da 1 a 3 mesi) e in caso di recidiva nel biennio il raddoppio del periodo (da 2 a 6 mesi). Anche per la decurtazione dei punti viene previsto un raddoppio da 5 a 10 punti.

Tuttavia al momento nulla è stato formalizzato, né ci sono indicazioni sui termini della sua adozione, ma tali dichiarazioni sono state poste alla base della notizia che circola in rete.

Cosa rischia oggi chi viene sorpreso alla guida con il cellulare

L’art. 173 del Codice della Strada gli automobilisti sorpresi alla guida rischiano una sanzione che va dai 161 (riducibili del 30% pagando la sanzione entro 5 giorni dalla notifica) e la decurtazione dei punti dalla patente di guida.

La sanzione accessoria della sospensione della patente di guida è prevista solo se l’automobilista commette l’infrazione due volte nel giro di un biennio.

Nella falsa notizia si sottolinea come la “fantomatica” nuova norma sanzionerebbe con il ritiro immediato della patente anche gli automobilisti fermi al semaforo o agli stop con il cellulare o altri dispositivi elettronici in mano.

In realtà, l’uso del cellulare alla guida è già attualmente vietato non solo quando l’auto è in movimento, ma anche quando il mezzo è in sosta momentanea, come nel caso in cui ci si trovi fermi al rosso del semaforo in attesa di passare o comunque a motore acceso, e più in generale in tutte quelle situazioni in cui l’auto non si trova in sosta ma è in marcia.

L’uso del viva voce e degli auricolari non sempre consentono di evitare la multa per guida con il cellulare

Quanto alluso del viva voce la sanzione prevista dal citato art. 173 del Codice della Strada può comunque essere elevata quando il cellulare è nelle mani del conducente, anche se questo viene semplicemente sorretto per parlare con il viva voce o per cercare un numero di telefono – infatti il l’art. 173 ammette l’uso di tali strumenti quando non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani.

Con riferimento all’uso degli auricolari è necessario segnalare che esistono diversi precedenti giurisprudenziali secondo i quali l’automobilista non può inserire entrambe le cuffie nelle orecchie per evitare di isolarsi completamente dai rimuri circostanti.

Tale conclusione si ricava dall’art. 173 del Codice della Strada secondo cui l’uso degli auricolari è consentito “purché il conducente abbia adeguate capacita uditive ad entrambe le orecchie”, quindi la norma pare sottolineare che l’uso è consentito, ma solo se l’auricolare viene inserito in un solo orecchio.

In conclusione

Le sanzioni di cui si parla nel messaggio diffuso tramite una catena di Sant’Antonio su WhatsApp e successivamente sui vari social non solo non sono state ancora adottate, ma non sono ancora state definite.

Il messaggio ha distorto le parole pronunciate dal viceministro alle Infrastrutture e Trasporti il quale si limitava a fornire un segno di apertura nei confronti della richiesta più volte formulata dalla polizia stradale di applicare la sospensione della patente già a partire dalla prima violazione e non solo in caso di duplice violazione nel corso di un biennio.

Dunque al momento la materia continua ad essere regolata dal vigente articolo 173 del Codice della Strada, ma non si può escludere che modifiche di questo tipo siano attuate nei prossimi mesi.