Riceviamo ogni giorno via mail e sulla nostra pagina Facebook molte richieste di chiarimento sull’eventuale prescrizione del bollo auto non pagato.

Per questo motivo pubblichiamo questa guida in cui vengono chiariti tutti gli aspetti della prescrizione del bollo auto.

Quando si prescrive il bollo auto

Per prima cosa va precisato il temine di prescrizione è il periodo di tempo indicato dalla legge entro il quale un soggetto deve far valere un proprio diritto. Trascorso inutilmente questo tempo il diritto si estingue ed il titolare non può più farlo valere.

Chiariamo subito che il bollo auto si prescrive il terzo anno successivo a quello della scadenza del pagamento.

Nonostante sia pacifico che il pagamento del tributo in sé si prescriva dopo tre anni, non sono mancante tesi discordanti in merito alla prescrizione.

Sul punto è intervenuta nuovamente la Corte di Cassazione, la quale con l’ordinanza 20425/2017 ha ribadito che il bollo auto si prescrive in tre anni anche quando il contribuente non ha impugnato la cartella di pagamento e non in 10 anni come sostenuto da parte della giurisprudenza.

Con la richiamata Ordinanza Cassazione ha esteso alla tassa di circolazione la Sentenza n. 23397/2016 delle Sezioni Unite che escludeva il termine di prescrizione decennale per l’ingiunzione delle cartelle di pagamento relative a contributi previdenziali

Come si calcola il termine di prescrizione del bollo auto?

Come detto il bollo auto si prescrive il terzo anno successivo a quello della scadenza del pagamento, tuttavia è necessario prestare molta attenzione alle modalità con cui si calcola questo termine.

Infatti diversamente da quanto viene spesso affermato il termine di prescrizione triennale non decorre dalla data di scadenza del pagamento, ma dall’anno successivo a questa data.

Facciamo un esempio

Se la scadenza del bollo era fissata al 15 maggio 2011, il termine triennale di prescrizione decorre dal 1 gennaio 2012 – anno successivo a quello in cui si doveva effettuare il pagamento – e scadrà il 31 dicembre 2014, ovvero il terzo anno successivo a quello si doveva effettuare il pagamento.

Quindi è come se il termine decorresse dal 31 dicembre dell’anno in cui si doveva effettuare il pagamento.

Seguendo questa regola i 3 anni scadranno il 31 dicembre del terzo anni successivo a quello di scadenza del pagamento.

Quindi tornando all’esempio precedente, se l’ente preposto alla riscossione consegna la richiesta all’Ufficio postale(questa è la data a cui si deve fare riferimento ai fini della prescrizione) oltre il 31.12.2014, si deve considerare intervenuta la prescrizione del bollo auto, perché dal 1 gennaio 2015 l’imposta non è più dovuta.

Quindi  se non pago e faccio finta di nulla per tre anni interviene la prescrizione del bollo auto?

Ovviamente non è così semplice, per calcolare con precisione se il termine di prescrizione del bollo auto è stato rispettato o meno è necessario verificare se ci sono state notifiche interruttive della prescrizione (solleciti, avvisi, ecc.), ma anche eventuali proroghe decise a livello nazionale.

Questo significa che il termine di cui abbiamo parlato vale solo se l’Erario si “dimentica” del contribuente, oppure se non ha rispettato le formalità previste dalla legge per la notifica degli atti interruttivi della prescrizione.

Tornando all’esempio che abbiamo fatto in precedenza, se nel triennio 2012 – 2014 è stato notificato un avviso di accertamento o un altro atto interruttivo della prescrizione i termini per la prescrizione devono essere ricalcolati dall’inizio, ovvero il nuovo termine di prescrizione del bollo auto inizierà a decorrere dal giorno successivo alla notifica di questo atto.

Tuttavia la prassi delle commissioni tributarie è quella di calcolare anche questo termine al 31 dicembre del terzo anno successivo alla notifica.

In pratica con la notifica di un atto interruttivo della prescrizione ricomincia un nuovo termine triennale.

In sintesi

■ La cartella esattoriale è valida anche se notificata dopo il termine di prescrizione del bollo auto se: entro tale periodo ti è stato notificato un’avviso di accertamento che ha interrotto e fatto ripartire il termine triennale;

■ La cartella esattoriale è illegittima e nulla perché riferita ad un tributo ormai prescritto se: si riceve come primo atto un avviso di accertamento oltre il termine triennale per la prescrizione del bollo auto, oppure se l’avviso di accertamento – inviato nei termini corretti – non è stato notificato correttamente.

Se non ho ricevuto nessun atto interruttivo della prescrizione nei tre anni non devo pagare nulla?

Per fare chiarezza su questo punto riporto una richiesta che Luca ha inviato attraverso il nostro servizio di consulenza:

Ho ricevuto oggi una cartella esattoriale per il bollo della mia auto dell’anno 2010, essendo trascorsi più di 5 anni dalla scadenza del bollo devo pagare?
Aggiungo che non ho ricevuto nessun avviso o comunicazione prima della notifica della cartella esattoriale

In questa situazione il bollo auto può sembrare prescritto, ma il consiglio  è sempre quello di effettuare un accesso agli atti per escludere la notifica di eventuali atti interruttivi della prescrizione

Non aver ricevuto nulla prima della notifica della cartella esattoriale, come afferma anche Luca, non ha molto valore perché la notifica di un atto di accertamento (e più in generale degli atti) può avvenire anche se il cittadino non ha materialmente ricevuto nulla.

Infatti la notifica di un avviso di accertamento si può perfezionare anche per compiuta giacenza presso l’ufficio postale, se il destinatario era temporaneamente assente al momento della consegna.

Inoltre, nel caso in cui risultasse notificato un avviso di accertamento, il consiglio è quello di chiedere sempre una copia della relata di notifica per poter valutare la regolarità della stessa.

Cosa fare se è scaduto il termine di prescrizione del bollo auto

Se la prescrizione è compiuta, ogni azione esecutiva  o cautelare compiuta dall’agente della riscossione (ad esempio Equitalia) è illegittima e può essere bloccata.

■ Se è stato notificato uno di questi atti:

• Un avviso di accertamento, con il quale viene contestato l’omesso, l’insufficiente o il ritardato pagamento;

• Un avviso bonario, cioè un invito al pagamento che se effettuato evita il futuro invio di un avviso di accertamento.

Per prima cosa è possibile presentare entro 30 giorni dalla notifica un’ istanza di annullamento per autotutela, rivolta alla Regione (ed è meglio che una copia sia indirizzata per conoscenza anche all’agente della riscossione).

Contro l’avviso di accertamento si può anche proporre ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale competente entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso, questa forma di impugnazione non è ammessa per l’avviso bonario il quale non è un atto autonomamente impugnabile.

■ Se è stata notificata una cartella esattoriale:

Anche in questo caso è possibile presentare un’ istanza di autotutela entro 30 giorni dalla notifica, in caso di mancato riscontro all’istanza di autotutela, cosa che risulta molto probabile per la nostra esperienza.

L’istanza di autotutela non interrompe il termine entro il quale presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale competente, quindi in caso di mancato riscontro all’istanza di autotutela si deve comunque inoltrare il ricorso entro 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale.

Pertanto è necessario informarsi circa lo stato della pratica a ridosso della scadenza del termine del  per la proposizione del ricorso e proporre comunque quest’ultimo se non si riceve una risposta formale in tempo utile.

Se non si presenta ricorso entro i 60 giorni, la cartella esattoriale diventa definitiva e andrebbe pagata.

Andrebbe perché la suddetta notifica, di fatto, interrompe la prescrizione, facendola decorrere da capo per altri 3 anni: se entro questo nuovo termine il contribuente non riceve lettere di sollecito al pagamento, fermo amministrativo o pignoramento della vettura da parte dell’Agente della riscossione, la cartella esattoriale (anche se non impugnata) decade.

Precedentemente la giurisprudenza stabiliva erroneamente in 10 anni il limite di prescrizione per la notifica di pagamento degli arretrati del bollo auto, cioè nei casi in cui il contribuente non impugnava la cartella relativa al bollo prescritto nel termine di 60 giorni dalla notifica.

Tuttavia come stabilito dalla Cassazione il termine per la prescrizione dell’intimazione di pagamento, successiva alla cartella esattoriale non pagata, resta triennale anche se il contribuente non ha impugnato la cartella nei termini.

In conclusione

E’ confermato si prescrive il terzo anno successivo a quello della scadenza del pagamento.

Tuttavia è necessario verificare che in questo periodo non siano stati notificati degli atti interruttivi della prescrizione, infatti l’effetto di questi atti è quello di far iniziare un nuovo termine triennale a partire dal giorno successivo a quello della loro notifica.

Se hai dubbi sulla prescrizione del bollo auto, oppure hai ricevuto una avviso bonario, un avviso di accertamento o una cartella esattoriale, puoi chiedi la valutazione ad un nostro esperto cliccando sul tasto “Si, voglio la consulenza” che trovi qui sotto.

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