L’art. 126 – bis del Codice della Strada prevede che in caso di mancata contestazione immediata dell’infrazione il proprietario del veicolo deve fornire all’organo che ha accertato l’infrazione, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati della patente di guida del conducente al momento dell’infrazione.

In caso di omissione, senza giustificato e documentato motivo, da parte del proprietario del veicolo quest’ultimo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 286 a 1.143 euro, la cosiddetta multa per omessa comunicazione dei dati del conducente

Quindi il proprietario del veicolo in caso di notifica di un verbale che prevede la decurtazione dei punti dalla patente di guida ha due possibilità:

■ Pagare la multa e comunicare i dati dell’effettivo conducente al momento dell’infrazione: in questo caso non si applicherà la sanzione per omessa comunicazione dei dati, ma verrà applicata la decurtazione dei punti dalla patente;

■ Pagare la multa principale – quella che prevedere la decurtazione dei punti – e non comunicare i dati del conducente: in questo caso verrà emesso un secondo verbale da 286 euro per omessa comunicazione dei dati del conducente, ma si potrà evitare la decurtazione dei punti dalla patente.

Come si può evitare la decurtazione dei punti dalla patente grazie a questa norma

Stando a quanto previsto dall’art. 126 bis del codice della strada il conducente può evitare la decurtazione dei punti della patente e la sospensione della stessa – quando prevista – omettendo di effettuare la comunicazione dei dati del conducente, a condizione di essere disposti a pagare la sanzione di 286 euro prevista per la mancata comunicazione dei dati del conducente.

Proprio sulla legittimità questo meccanismo si è pronunciata la Corte Costituzionale con l’ordinanza 12/2017 (depositata in data 13.01.2017 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 18.01.2017) a seguito della questione di legittimità sollevata dal Giudice di Pace di Grosseto.

Secondo il Giudice di Pace la norma richiamata violerebbe gli articoli 3 e 53 della Costituzione, poiché il meccanismo appena illustrato andrebbe a vantaggio di chi possiede un’elevata capacità patrimoniale, realizzando una ingiustificata disparità di trattamento, dal momento che «le persone più ricche ne patiscono meno l’incidenza».

Quindi secondo il giudice, nel caso in cui l’infrazione presupposta consista nella violazione del limite di velocità, la sanzione dovrebbe essere stabilita in un importo almeno pari a quello previsto per quest’ultima e, comunque, graduato in relazione alla gravità della stessa, sulla scorta di un criterio analogo a quello dell’art. 142, commi 9 e 9-bis, codice della strada.

In conclusione secondo il Giudice di pace:

Si rende necessario che il legislatore stabilisca che l’ammontare della sanzione prevista per mancata ottemperanza dell’obbligo di comunicazione […] sia proporzionato in termini monetari a quello della specifica infrazione che ne costituisce il presupposto

Cosa ha deciso la Corte Costituzionale in materia di omessa comunicazione dei dati del conducente

La Corte Costituzionale con l’ordinanza 12/2017 ha in primo luogo affermato l’inammissibilità della questione di costituzionalità  per difetto di motivazione per l’assenza nell’ordinanza di remissione di ogni riferimento sia al tipo ed alle caratteristiche del veicolo con cui è stata commessa l’infrazione, sia alle condizioni economiche del ricorrente.

Successivamente la Corte richiamando la precedente ordinanza n. 292 del 2006 ha affermato che è da ritenere:

“paradossale” l’ipotizzata necessità di una “graduazione” legislativa della misura delle sanzioni pecuniarie […], non già in base alla gravità dell’infrazione commessa, bensì alle capacità economiche del responsabile della violazione.

Alla luce dell’inammissibilità della questione di costituzionalità, il meccanismo che consente di evitare la decurtazione dei punti dalla patente pagando la sanzione di 286 euro, previsto dall’art. 126 – bis del Codice della Strada, è pienamente legittimo e valido.

Quando è possibile contestare la sanzione per omessa comunicazione dei dati del conducente

Come abbiamo visto è possibile e perfettamente lecito “salvare” i punti della patente ed evitare la sospensione della patente di guida scegliendo di omettere la comunicazione dei dati del conducente e pagando la relativa sanzione.

Tuttavia anche quando si sceglie questa strada il verbale emesso per l’omessa comunicazione dei dati potrebbe presentare degli elementi sui quali fondare il ricorso per ottenerne l’annullamento.

Va, infatti, ricordato che le norme fissano dei precisi termini entro i quali la sanzione per omessa comunicazione dei dati del conducente deve essere notificata, ma che molto spesso nella pratica le amministrazioni fanno decorrere tali termini.

Nello specifico la multa ex art. 126 bis del Codice della Strada deve essere notificata nel termine di 150 giorni (60+90) dalla notifica del primo verbale, cioè da quello che prevedeva la sanzione accessoria delle decurtazione dei punti e della eventuale sospensione della patente di guida.

La notifica oltre i termini rende il verbale privo di efficacia ed è quindi possibile proporre ricorso per ottenerne l’annullamento.

La Corte di Cassazione ha chiarito che, nell’ipotesi in cui l’amministrazione non abbia notificato la multa nel termine indicato, il proprietario non è più obbligato a inviare la comunicazione dei dati del conducente, anche se il proprietario non ha proposto opposizione al primo verbale.

Tuttavia la Corte di Cassazione ha precisato che il proprietario è obbligato a impugnare il secondo verbale, ovvero quello per la mancata comunicazione dei dati del conducente per far valere la nullità.

Questo significa che è necessario far valere la nullità del verbale proponendo ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.

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In conclusione

Per la Corte Costituzionale è legittimo omettere di comunicare del conducente al momento dell’infrazione al fine di evitare la decurtazione dei punti dalla patente di guida,  a condizione di essere disposti a pagare la sanzione di 286 euro prevista dal codice della strada per tale omissione.

Anche se questo principio favorisce gli automobilisti che hanno una maggiore disponibilità economica  il sistema previsto dall’art. 126 bis del Codice della Strada non viola il principio di uguaglianza dei cittadini.

Se hai ricevuto una multa e vuoi “salvare” i punti della patente di guida puoi omettere di comunicare i dati del conducente ed attendere la notifica del verbale di 286 euro previsto per tale omissione, verbale che può essere impugnato se notificato oltre i termini di legge.

Tuttavia se hai ricevuto un verbale che prevede la decurtazione dei punti della patente di guida non limitarti ad omettere la comunicazione dei dati per evitare la decurtazione dei punti dalla patente di guida, infatti il verbale potrebbe presentare dei vizi sui quali fondare un ricorso.

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