Se la multa viene notificata oltre il termine di 90 giorni dall’infrazione l’automobilista non è più tenuto ad effettuare la comunicazione dei dati del conducente, del veicolo al momento dell’infrazione, anche se il verbale contiene il cosiddetto “invito” ad effettuare questa comunicazione.

Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 26964 del 23 dicembre 2016 secondo cui:

In tema di violazione per omessa comunicazione dei dati del conducente di un veicolo ai sensi dell’art. 126-bis cod. strada, ove la contestazione della violazione principale sia avvenuta tardivamente, va esclusa la sussistenza dell’obbligo, per il proprietario del veicolo, di comunicare  gli estremi del conducente del mezzo al momento del rilevamento dell’infrazione, in quanto la tempestività della contestazione risponde alla ratio di porre il destinatario in condizione di difendersi, considerato che il trascorrere del tempo rende evanescenti i ricordi

Questo significa che l’ente accertatore  può pretendere che il proprietario del veicolo renda note le generalità del trasgressore soltanto quando sia notificato entro i termini  il verbale di accertamento dell’infrazione principale.

Cos’è la comunicazione dei dati del conducente

Si tratta di un invito, che in realtà è un vero e proprio obbligo, contenuto in tutte le multe per le quali è prevista la sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida del conducente al momento dell’infrazione.

In questi casi il proprietario dell’auto, entro il termine di 60 giorni dalla notifica del verbale, deve comunicare all’autorità che ha emesso la multa (all’ufficio o comando che ha accertato la violazione), i dati personali e della patente della persona alla guida al momento della violazione. In questo modo si potrà procedere alla decurtazione dei punti della patente di quest’ultimo.

Quindi se la comunicazione dei dati del conducente viene effettuata entro il termine di 60 giorni dalla notifica verranno decurtati i punti alla persona che era alla guida al momento della violazione, mentre se la comunicazione non viene effettuata verrà elevata una seconda sanzione da 268€ a 1.142€, ma non verranno decurtati i punti dalla patente di guida.

La  comunicazione deve contenere non solo nome e cognome dell’effettivo conducente, ma anche i dati della relativa patente.

Quello della completezza della comunicazione dei dati è un elemento molto importante, sul quale riceviamo molte richieste attraverso il nostro servizio di consulenza, infatti molti automobilisti si vedono recapitare la seconda sanzione per omessa comunicazione dei dati del conducente a seguito dell’invio di una comunicazione errata o incompleta.

Questo accade perché la comunicazione dei dati del conducente errata o incompleta equivale ad un’omessa comunicazione, con le relative conseguenze.

Quando la comunicazione dei dati del conducente non deve essere effettuata

Alla luce di quanto affermato dalla Corte di Cassazione nella richiamata ordinanza non è necessario procedere alla comunicazione dei dati dell’effettivo conducente se la multa non viene notificata entro 90 giorni dalla violazione, questo perché come sottolineato dalla Corte “il trascorrere del tempo rende evanescenti i ricordi”.

Qualora all’automobilista che non ha comunicato i dati del conducente l’amministrazione dovesse comunque notificare la seconda multa – per omessa comunicazione dei dati del conducente – questa sarà nulla.

Tuttavia, l’automobilista non può rimanere inattivo, la Corte di Cassazione ha infatti precisato che il proprietario è obbligato a impugnare il secondo verbale, ovvero quello per la mancata comunicazione dei dati del conducente per far valere la nullità.

Pertanto in questo caso è necessario proporre ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace contro il verbale per omessa comunicazione dei dati del conducente.

Come si calcola il termine di 90 giorni entro il quale deve essere notificato il verbale contenente l’obbligo di effettuare la comunicazione dei dati del conducente

Il termine per la notifica della multa generalmente inizia a decorrere dal giorno della violazione, tuttavia l’art.  201 del Codice della Strada prevede che in alcuni casi questo termine può decorrere da un momento diverso, nello specifico:

Qualora l’effettivo trasgressore od altro dei soggetti obbligati sia identificato successivamente alla commissione della violazione la notificazione può essere effettuata agli stessi entro 90 giorni dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell’archivio nazionale dei veicoli l’intestazione del veicolo e le altre indicazioni identificative degli interessati o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione è posta in grado di provvedere alla loro identificazione

Pertanto come precisato dal ministero dell’Interno – con la nota numero di protocollo 0016968 del 7 novembre 2014 – in linea di principio e salva la necessità di acquisire informazioni indispensabili da altri organismi, il termine per la notifica della multa inizia a decorrere dalla data della commessa violazione.

Il termine ultimo, diversamente da quanto affermato da alcuni articoli presenti in rete, non coincide con la data di notifica intesa come quella in cui l’atto è stato materialmente ricevuto.

Secondo la Corte di Cassazione il termine di notifica della multa è rispettato se l’organo accertatore ha affidato entro i 90 giorni dall’infrazione il plico al servizio postale o al messo notificatore per la consegna al destinatario.

Per esempio, se il verbale è stato affidato per la consegna 88 giorni dopo la violazione il termine di notifica della multa è stato rispettato, anche questo è stato materialmente consegnato dopo 96 giorni.

La regola che generale che prevede la notifica del verbale entro 90 giorni dall’infrazione non si applica per le violazioni commesse con auto a noleggio

Per la notifica dei verbali relativi ad infrazioni commesse con auto a noleggio si applica una regola diversa secondo cui:

■ Entro 90 giorni dall’infrazione il verbale deve essere notificato al proprietario, cioè l’azienda di noleggio, la  quale ha 60 giorni di tempo per comunicare all’autorità i dati del conducente (la società è obbligata ad effettuare questa comunicazione).

■ Dalla ricezione di questa comunicazione l’accertatore ha 90 giorni di tempo per rinnovare all’effettivo utilizzatore del veicolo

Quindi nel caso di infrazione commessa con auto a noleggio il termine entro il quale deve essere effettuata la notifica è di 240 giorni (90 + 60 +90) e non il termine ordinario di 90 giorni che abbiamo illustrato precedentemente.

In conclusione

A seguito dell’ Ordinanza n. 26964 del 23 dicembre 2016 della Corte di Cassazione se la multa viene notificata oltre il termine di 90 giorni dall’infrazione l’automobilista non è più tenuto a comunicare le generalità ed i dati della patente dell’effettivo conducente, anche se il verbale contiene l’”invito” ad effettuare questa comunicazione.

Questo significa che l’ente accertatore  può pretendere che il proprietario del veicolo renda note le generalità del trasgressore soltanto quando sia notificato entro i termini  il verbale di accertamento dell’infrazione principale.

Pertanto qualora all’automobilista che non ha comunicato i dati del conducente l’amministrazione dovesse notificare la seconda multa – per omessa comunicazione dei dati del conducente – questa sarà nulla e si dovrà presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace per ottenerne l’annullamento.

Se hai già ricevuto una multa per omessa comunicazione dei dati del conducente e la multa da cui deriva  è stata notificata 90 giorni dopo l’infrazione non esitare a presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace contro il verbale per omessa comunicazione dei dati del conducente.

Tuttavia anche se il verbale è stato notificato nel rispetto dei termini che abbiamo analizzato, questo potrebbe presentare altri vizi sui quali fondare il ricorso, pertanto se vuoi far osservare il verbale ad occhi esperti clicca sul tasto “Si, voglio la consulenza” e fai analizzare il verbale da uno dei nostri specialisti.

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