Con la sentenza 11/2015 la Corte Costituzionale ha introdotto nel nostro ordinamento un obbligo di taratura per tutti i dispositivi di rilevazione della velocità.

Dopo l’importante intervento della Corte Costituzionale la giurisprudenza, uniformandosi ai principi individuati nella richiamata sentenza, ha più volte ribadito che le multe per eccesso di velocità rilevate attraverso autovelox non tarati o il cui certificato di taratura è scaduto sono illegittime.

L’obbligatorietà della taratura produce anche una seconda importante conseguenza, infatti, quando viene contestata la regolare taratura del dispositivo utilizzato per la rilevazione dell’eccesso di velocita l’organo che ha elevato la sanzione deve dimostrare sia la taratura del autovelox utilizzato che la verifica della sua funzionalità.

Tale principio è stato affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 9645 dell’11 maggio 2016, nella quale ha precisato che:

(…) tutte le apparecchiature di misurazione della velocità (che è elemento valutabile e misurabile) devono essere periodicamente tarate e verificate nel loro corretto funzionamento, che non può essere dimostrato o attestato con altri mezzi quali le certificazioni di omologazione e conformità. In difetto di esse certificazioni, l’accertamento della infrazione è viziato ed il relativo verbale suscettibile di annullamento (…)

Pertanto ai fini della legittimità del verbale deve essere dimostrata sia la taratura del rilevatore di velocità (autovelox, tutor o telelaser) che la sua corretta funzionalità.

Se non viene fornita prova dell’esistenza del certificato di taratura e della verifica di funzionalità il verbale deve essere annullato

Sulla base di quanto affermato, il Giudice di Pace di Pavia con la sentenza n. 68 del 31 gennaio 2018 ha accolto il ricorso di un automobilista contro un verbale per eccesso di velocità, proprio per la carenza di prove circa la corretta funzionalità e la taratura dell’autovelox utilizzato per le rilevazioni.

Secondo il Giudice la mancata produzione in giudizio del certificato di taratura dell’apparecchio usato e di documenti attestanti la sottoposizione del dispositivo alla verifica di funzionalità rende l’accertamento dell’infrazione viziato “con la conseguenza che deve essere annullato il provvedimento impugnato”.

Da quando decorre l’obbligo di verifica della funzionalità dell’autovelox

Con riferimento alla verifica di funzionalità dell’autovelox è necessario precisare che la sua obbligatorietà è stata introdotta nel nostro ordinamento dal Decreto Ministeriale n. 282 del 13 giugno 2017 e come specificato dalla circolare n. 300/A/6045/17/144/520/3 del Ministero dell’Interno è diretta a valutare l’idoneità del rilevatore di velocità a fornire indicazioni attendibili.

La richiamata circolare precisa che, poiché le verifiche di funzionalità sono eseguite sempre successivamente a quelle di taratura, è opportuno che l’operatore che effettua le operazioni di verifica della funzionalità riporti nel relativo verbale anche gli estremi dell’ultimo certificato di taratura eseguito (indicando il numero, la data di esecuzione ed il laboratorio che l’ha svolta).

Va rilevato che il Decreto Ministeriale 282/2017 prevede che a decorrere dalla data di pubblicazione la amministrazioni hanno il dovere di sottoporre gli apparecchi per la rilevazione della velocità a taratura e verifica di funzionalità per poterli legittimamente utilizzare.

Tuttavia considerato che la verifica di funzionalità iniziale è eseguita prima che ogni dispositivo sia posto in esercizio tali dispositivi saranno soggetti alle nuove regole entro un anno dalla pubblicazione del Decreto ministeriale.

Questo significa che se la taratura e le verifiche di funzionalità sono state effettuate prima dell’entrata in vigore del Decreto Ministero, ovvero prima del 1 agosto 2017, il dispositivo di rilevazione dovrà essere sottoposto a nuove verifiche da effettuare secondo le nuove regole entro un anno dalla precedente verifica.

Facciamo un esempio

Se la taratura e verifica di funzionalità dell’autovelox sono state eseguite il 10 luglio 2017, il dispositivo dovrà essere sottoposto a verifiche di taratura e funzionalità entro il 10 luglio2018 in quanto, dall’ultima verifica, non è ancora trascorso il termine annuale indicato nel Decreto.

In conclusione

La recente sentenza del Giudice di Pace di Pavia conferma che la mancata produzione in giudizio del certificato di taratura dell’apparecchio usato e di documenti attestanti la sottoposizione del dispositivo alla verifica di funzionalità rende l’accertamento viziato e quindi la multa annullabile.

Tuttavia se il verbale per eccesso di velocità è stato rilevato attraverso un dispositivo di rilevazione della velocità in regola dal punto di vista della taratura e della verifica di funzionalità, questo non la presenza di altri vizi sui quali fondare un ricorso contro la multa

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